Roma agricola, Tiozzo (CIA Roma): A Roma le campagne all’interno della città – VIDEO

Ai microfoni di Radiocolonna.it interviene Stefano Tiozzo Presidente della storica CIA (Confederazione Italiana Agricoltori) di Roma e vice-Presidente della CIA del Lazio. Con lui una riflessione sul delicato momento che sta vivendo il settore agricolo a Roma

Quello agricolo è un mondo molto variegato e un settore che lavora quotidianamente per rifornire di prodotti freschi e a chilometro zero le tavole dei romani, un settore che oltre ai rischi legati ai cambiamenti del clima deve fare i conti, in questo periodo di crisi post-pandemia, con la guerra che da quasi un anno imperversa in Ucraina, e che deve fronteggiare anche le lamentele dei consumatori rispetto ai rincari sui prodotti di consumo più diffusi. 

Con Tiozzo cerchiamo di capire come si configura questa fase per gli addetti al settore agricolo del comune agricolo più esteso d’Europa, partendo proprio dall’importanza di Roma comune agricolo, come ricordato di recente alla ‘Seconda Conferenza Cittadina sull’Agricoltura’ (clicca qui per vedere il nostro servizio), “Il bacino d’utenza di Roma ha un significato importante nel mondo della produzione agricola, e in termini di qualità e freschezza possiamo dire di avere le campagne all’interno della città”.

Rispetto al rapporto con le Istituzioni Tiozzo sottolinea che i supporti che derivano dalle legislature esistenti, sia a livello nazionale sia locale, non sono del tutto soddisfacenti perché le esigenze del mondo agricolo sono  grandi, soprattutto in fase come quella attuale che ha vista la redditività agricola devastata.

Alcuni esempi? Risponde Tiozzo: “Ad esempio per un agricoltore che coltiva carote nella zona di Maccarese (Rm) abbiamo una vendita tra i 10 ed 20 centesimi al chilo per grande parte dell’anno, ma poi per smaltire le nostre plastiche spendiamo 40 centesimi al chilo, e questo rapporto non può esistere”.

Rispetto a nuove forme di produzione energetica a minore impatto ambientale, e soprattutto in una fase nella quale il costo dell’energia è arrivato alle stelle, si parla di fotovoltaico, come previsto in un recente decreto, ma su questa opportunità il presidente della CIA di Roma avverte, “E’ senz’altro una grossa opportunità, perché l’incidenza del costo energetico sul valore del prodotto va dal 20% al 40%, e per come è stato strutturato il decreto non è possibile far arrivare all’agricoltore un reale  beneficio, perché si può realizzare un impianto solamente per coprire quello che è l’attuale contratto col gestore di energia, per esempio se un agricoltore ha 3 KW potrà realizzare solamente quel quantitativo, ma questo non basterà alla sostenibilità dell’azienda, perché ne servirebbero almeno  300-400” – conclude Tiozzo – “Purtroppo come spesso accade bisognerà porre rimedio a questa situazione perché questa sarebbe stata un’occasione di sostenibilità aziendale in un momento difficile”. 

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