Roma e l’Anagrafe tributaria. Ma ora si prova a cambiare

L'intervista del Messaggero ad Antonio De Santis, delegato al Personale del Comune

Trasferimenti d’urgenza per dirottare impiegati e tecnici negli uffici sguarniti del Campidoglio, altre 270 assunzioni sbloccate e un nuovo concorso per i vigili urbani. Il Campidoglio, spiega il Messaggero in questa intervista, è pronto a mettere mano al corpaccione dei suoi 24mila dipendenti, si partirà dall’Anagrafe, che continua a vivere settimane di grande sofferenza. Rinnovare una carta d’identità, operazione banale, si è trasformata in una trafila dai tempi inverosimili, con attese che possono durare fino a quattro-cinque mesi.

Antonio De Santis, delegato al Personale del Comune, quando saranno rinforzati gli sportelli? E di quanti impiegati stiamo parlando?
«Chiariamo una cosa, quando siamo arrivati abbiamo trovato un ente senza contratto decentrato, con la quota accessoria dello stipendio congelata, le graduatorie dei concorsi bloccate da 7 anni e un sistema di relazioni sindacali deteriorato. Ha presente correre i 100 metri con 50 metri di penalità? Lo abbiamo fatto, recuperando e assumendo oltre 3mila persone. Ora può iniziare la fase due. L’altro ieri è stata approvata una delibera che prevede l’assunzione di oltre 270 dipendenti, di cui 100 amministrativi».

Quanti andranno all’Anagrafe, quindi?
«Già nei prossimi giorni, almeno 60 dipendenti potranno rafforzare gli sportelli. E arriverà anche il nuovo Regolamento per la mobilità interna».

Cosa cambierà con le nuove regole?
«Abbiamo bisogno di velocizzare gli spostamenti urgenti disposti dall’amministrazione per garantire la copertura dei servizi scoperti, tenendo sempre fede alle competenze necessarie. Poi i dipendenti potranno passare da un ufficio all’altro dell’amministrazione su base volontaria. La creazione di una bacheca virtuale consentirà loro di avanzare le richieste in modo trasparente e, ripeto, premiando le competenze».

Dopo la riforma Madia, dovrà cambiare, di nuovo, il contratto dei 24mila dipendenti comunali. Che novità dobbiamo aspettarci?
«Il fatto è che abbiamo rinnovato il contratto dei dipendenti capitolini poco fa ma nel frattempo è stato rinnovato il contratto nazionale. Ora è partito il dialogo con i sindacati per completare e migliorare l’ottimo lavoro già fatto».

A Roma 6.200 dipendenti su 24mila hanno la licenza 104, per assistere famigliari disabili. Il 26% del totale, un record. O c’è un’epidemia, o troppi ne approfittano. Come state intervenendo?
«Credo che l’abuso di una norma posta a tutela di un diritto sia uno dei fenomeni più odiosi. Perché se Tizio che ne abusa non lavora, Caio che è onesto è costretto a lavorare per due. Noi abbiamo aumentato i controlli, ma i numeri citati sono anche frutto di una legge con maglie troppo larghe. È innanzitutto lì che bisogna intervenire».

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