Roma, il caso attorno alla progettazione del prolungamento della Metro A

Salviamo la Metro C: senza proroga i soldi per progettare tornano al ministero

Si tratta di una delle impronte che l’attuale amministrazione capitolina vorrebbe lasciare alla mobilità romana quella che, viceversa, rischia di essere cancellata per un intreccio thrilling di fondi, progettazioni e metropolitane. A raccontare il giallo, forse poco appassionante ma certamente molto interessante, è Salviamo la Metro C, il comitato che monitora costantemente lo stato della mobilità su ferro della Capitale. Ma andiamo per gradi.

Nell’ottobre 2021, con la delibera di giunta n. 249/2021, uno degli ultimi atti della giunta Raggi ha previsto una proposta di finanziamento di un progetto di prolungamento della Metro A di Roma. “Il tracciato è quello previsto fin dal 1973, ripreso nel Piano urbano della mobilità sostenibile, verso i popolosi quartieri di Primavalle e Torrevecchia: il prolungamento, di circa 5 km, avrà 4 stazioni, ovvero Bembo, Valle dei Fontanili, Millesimo e Monte Mario, dove verrà realizzato un nodo di scambio con la ferrovia FL3” scriveva su Facebook l’ex assessore grillino ai trasporti Pietro Calabrese.

Il progetto è stato poi ripreso da Roberto Gualtieri anche nell’ottica di delegittimare la funivia voluta da Virginia Raggi, con la novità però che il tracciato sarebbe dovuto proseguire verso il quartiere Montespaccato, con la realizzazione di un nodo di scambio all’altezza di via dell’Acquafredda.

Oggi, spiega Salviamo la Metro C, senza una proroga i soldi per quella progettazione tornerebbero al ministero ora guidato da Matteo Salvini.

L’Assessore Patanè, in un incontro pubblico tenutosi giovedì pomeriggio con i Comitati, ha confermato che, causa un Dipartimento Mobilità ridotto all’osso e l’oramai infinita liquidazione di Roma Metropolitane, chiederà una proroga al Ministro Salvini per non perdere i 5,6 milioni. Bandire una gara di progettazione da poco più di 5 milioni di euro non può non essere alla portata della Capitale d’Italia e soprattutto non può non essere priorità della Giunta che governa la città che ha il peggior trasporto pubblico d’Europa proprio a causa di una rete metropolitana insufficiente e con pochi nodi – spiega il comitato – D’altra parte, la Capitale d’Italia da più di quindici anni non riesce a fare quanto di più naturale per qualsiasi altra città europea: progettare, mettere in cantiere, e aggiungere binari per potenziare il proprio effetto rete. Questo non può lasciare la classe dirigente, i gruppi politici, i parlamentari e il Governo indifferenti: le metropolitane di Roma sona una priorità nazionale. Una semplice proroga, che comunque ci auspichiamo, sarebbe una toppa più piccola del buco. Allo stesso modo tutti gli interventi attualmente in campo: la rete metropolitana di Roma così non può resistere a lungo”.

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