Roma: il tram 2 fa ancora rumore, firme dei residenti per manutenzione ad hoc -VIDEO

"Il disagio non è ancora risolto"

Il passaggio del tram 2 in via Poletti, a Roma.

Il problema sembrava risolto ma la gioia dei residenti è durata soltanto qualche giorno: la linea 2 del tram, a Roma, con il suo stridio acuto e fastidioso, continua a importunare gli abitanti del quartiere Flaminio, che hanno impugnato carta e penna e hanno scritto ad Atac.

L’azienda capitolina per il trasporto pubblico in una lettera indirizzata a un condominio di via Calderini – strada tra le più esposte all’inquinamento acustico – ha chiarito che l’assessore ai Trasporti di Roma, Eugenio Patanè, “l’otto luglio scorso ha chiesto ai nostri tecnici, per i tratti maggiormente critici della linea, un nuovo intervento sul funzionamento del sistema impianti anti stridio-veicolo, ai fini della riduzione e risoluzione dell’inquinamento acustico e dello stridio provocati dalla linea tranviaria 2”. In tale contesto, la lettera cita “una pulizia straordinaria della cosiddetta gola del binario” e, in corrispondenza della curva tra viale Tiziano e viale Pinturicchio, una riprogrammazione “del semaforo al passaggio del tram in modo tale che il veicolo trovi il segnale verde evitando in questo modo la frenata e migliorando di conseguenza la dinamica di marcia del mezzo”.

Sebbene queste opere abbiano attutito il rumore, “il disagio non è ancora risolto”, racconta Lavinia Massoli Novelli, tra le promotrici della petizione avviata un mese fa e che ha raccolto circa 350 firme. “Dopo l’otto luglio effettivamente sono venuti a pulire e la riprogrammazione del semaforo ha agevolato la riduzione del rumore, ma dopo due giorni la situazione era di nuovo critica”, aggiunge Massoli Novelli, interpellata da “Agenzia Nova”. Il problema, lamenta la residente, “è soprattutto in piazza Mancini, dove i binari non vengono lubrificati. Per chi abita o lavora in quella zona la situazione è da pazzi, la gente teme danneggiamenti all’apparato uditivo e danni alle abitazioni stesse. La pulizia, da sola, non basta, servirebbe un sistema come quello attuato a Milano, dove i binari sono costantemente bagnati con acqua e gel”. Secondo le indiscrezioni circolate tra i cittadini “il problema sarebbe causato anche dagli stessi tram, che risultano troppo pesanti per le linee, il che contribuisce ulteriormente a creare rumore”, riporta la promotrice della petizione. Ora che la raccolta firme è conclusa, annuncia Lavinia, “invieremo una mail alle istituzioni perché vorremmo non solo una pulizia ma una programmazione di interventi risolutivi. Come cittadini chiediamo anche un rilevamento dell’Arpa, in modo da poter accertare ufficialmente la gravità del problema”.

A inizio luglio l’inquinamento acustico della linea 2, in particolar modo intorno a piazza Mancini, aveva raggiunto dei livelli tali da costituire un disagio sia per chi lavora sia per chi abita nella zona, nonostante i lavori di manutenzione che avevano interessato la linea per tredici mesi. Perciò, i residenti si erano attivati dando inizio a una raccolta firme che nella prima settimana aveva attirato circa duecento persone nei due punti di raccolta. Il primo era all’edicola di viale Pinturicchio. L’altro era al bar Duetto, in largo Girolamo Rainaldi. Obiettivo della mobilitazione cittadina non era, e non è tuttora, quello di sospendere la linea, bensì di attutire o eliminare del tutto i rumori molesti. “Se ci fornissero una programmazione certa, noi potremmo portare ancora pazienza, ma comunicazioni ufficiali in merito finora non ne abbiamo ricevute”, conclude Lavinia.

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