Roma in affanno nella corsa verso la green economy

Confermato il fanalino di coda nelle perdite sulla rete idrica. La Capitale resta indietro anche nelle piste ciclabili e raccolta differenziata.

Roma in affanno nella corsa verso la green economy in cui sono impegnate tutte le amministrazioni locali.

Per verificare i progressi registrati nelle Città, nella Relazione sullo stato della green economy, presentata agli “Stati Generali della Green Economy in corso a Rimini, sono stati analizzati alcuni trend significativi nei 109 capoluoghi di Provincia italiani, che ospitano complessivamente 18 milioni di abitanti e che includono da città di poco più di 20 mila abitanti (come Isernia e Sondrio) fino a capoluoghi di Regione con più di un milione di abitanti, come Roma e Milano.

I trend analizzati riguardano alcune delle aree strategicamente più rilevanti per lo sviluppo della green economy in ambito urbano, come la promozione delle rinnovabili, la gestione delle risorse idriche, il riciclo dei rifiuti, la mobilità sostenibile, ecc.. Il quadro di luci e ombre che emerge da questa analisi vede Roma difficilmente ai primi posti.

Così sul fotovoltaico – secondo gli ultimi dati Istat – Brindisi guida ampiamente la classifica nazionale con più di 2 kW pro capite di fotovoltaico, mentre i peggiori risultati si registrano nelle grandi metropoli con Napoli, Milano, Firenze, Torino e Roma che non superano pro capite i 50 watt.
Fanalino di coda resta invece Roma nella classifica delle perdite sulla rete idrica, con i più alti livelli di perdite di rete tra le maggiori città italiane, con il 44% contro ad esempio il36% di Napoli, il 28% di Torino e il 17% di Milano. Ancor più critica, comunque, la situazione in alcune città del Sud, come Palermo, dove il 55% di acqua immessa in rete viene perduta.

Grave anche la situazione nel trasporto pubblico, nonostante gli investimenti per la mobilità sostenibile. Tra il 2010 e il 2015 l’offerta di posti disponibili sugli autobus è diminuita mediamente in Italia del 17%. Solo 19 dei 109 Comuni capoluogo, nel periodo di riferimento, non hanno ridotto l’offerta del trasporto pubblico su gomma e, di questi, solo sette l’hanno aumentata in modo significativo.

Per quanto riguarda le grandi aree metropolitane, tutte registrano una riduzione dell’offerta, oltre il 20% per Roma, Torino e Palermo, oltre il 30% nel caso di Napoli, con l’unica eccezione di Milano, che aumenta del 13% l’offerta di trasporto pubblico su gomma.

Quanto alle piste ciclabili, tra i grandi centri, Milano e Firenze hanno mostrato i miglioramenti più importanti, con il 50% e oltre di piste ciclabili in più, raggiungendo rispettivamente 150 e 240 metri per mille abitanti; Roma rimane ancora indietro, con poco più di 80 metri, senza aumenti significativi negli ultimi cinque anni.

Infine, per la raccolta differenziata, tra le grandi metropoli si confermano le buone prestazioni di Milano, con il 52%, seguita da Torino (42%) e Roma, accreditata di un 39 per cento, mentre Napoli resta ancora indietro, con appena il 24% dei rifiuti urbani raccolti in modo differenziato.

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