Roma-Latina, tutto da rifare. L’autostrada dei sogni

Il Consiglio di Stato ha accolto il ricorso della Salini Impregilo e annullato gli atti di gara

Scontro sulla A24
Scontro sull’autostrada A24

Roma-Latina, quanti sogni ma è tutto da rifare. Il Consiglio di Stato ha infatti accolto il ricorso della Salini Impregilo e annullato gli atti di gara “a partire dalla lettera di invito” per la gara indetta da
Autostrade del Lazio per l’affidamento in concessione delle attività di progettazione esecutiva, costruzione e gestione del Corridoio Intermodale Roma-Latina e Collegamento Cisterna- Valmontone, ribaltando la sentenza di primo grado del Tar che aveva invece dato ragione al Consorzio Sis.

Il Consiglio di Stato in sede giurisdizionale (Sezione Quinta) – si legge nel provvedimento – definitivamente pronunciando sugli appelli principale e incidentale, come in epigrafe proposto, così provvede: accoglie nei sensi di cui in motivazione l’appello principale (ovvero quello della Salini Impregilo, ndr); – “respinge l’appello incidentale (quello proposto dal Consorzio Sis, ndr)» e «per l’effetto, in riforma della sentenza di primo grado, accoglie il ricorso e i motivi aggiunti della Salini Impregilo s.p.a. ed annulla gli atti impugnati, nei termini indicati in motivazione”. Compensate le spese del doppio grado di giudizio.

I termini indicati in motivazione sono quelli espressi al punto 76 della sentenza: “In ragione di tutto quanto finora rilevato – scrivono i giudici – le censure della Salini Impregilo concernenti la formula matematica prevista dalla lettera di invito per la valutazione delle offerte relativamente all’utilizzo del contributo pubblico (pag. 40 – 43 dell’appello principale), e di contraddittorietà in atti nell’operato dell’amministrazione, nella parte in cui pur a fronte di notevoli perplessità emerse in ordine alla convenienza dell’offerta del Consorzio Sis Autostrade del Lazio ha nondimeno aggiudicato a questa la gara (pag. 43 – 52). Dal relativo accoglimento deriva l’annullamento in parte qua della lettera di invito e l’obbligo per l’amministrazione di rinnovare la gara a partire da tale segmento risultato illegittimo», perché spiegano i giudici «dal carteggio così sinteticamente descritto si trae conferma delle criticità insite nel criterio di valutazione predisposto nella lettera di invito, oltre che della fondatezza delle censure di contraddittorietà dell’operato dell’amministrazione formulate sul punto dalla Salini Impregilo”.

 

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