Roma-Lido e Roma-Viterbo, sit-in e proteste. I pendolari: la battaglia continua

Fabrizio Bonanni del Comitato pendolari Roma-Viterbo a Radiocolonna: la maggior responsabile è la Regione Lazio

“Quale cura del ferro?”. Oppure: “Cotral, la pazienza è finita”, ma anche invettive più dure come “Dieci anni di bugie. Buffoni!”. Sono alcuni degli striscioni apparsi ieri sotto la sede di Cotral nel sit-in organizzato dai pendolari di Roma-Viterbo e Roma-Lido.

Motivo? La gestione discutibile delle principali ferrovie ex concesse del Lazio, ovvero la linea che porta da Piramide a Ostia e quella che da Flaminio conduce a Viterbo attraverso Civita Castellana. La sede prescelta per la protesta è stata sede di quella Cotral, che da poco – insieme ad Astral – ha rilevato da Atac la gestione delle due linee. Tuttavia, specificano i pendolari, non si tratta di una protesta contro Cotral in sé, ma contro i vari protagonisti della travagliata storia delle due linee. Fabrizio Bonanni, presidente del Comitato Pendolari Ferrovia Roma Nord (ovvero il nome corretto di quella che viene comunemente chiamata Roma- Civita Castellana – Viterbo) ha raccontato a Radiocolonna le ragioni della protesta e lo stato dell’arte della linea che collega la Capitale con la Tuscia.

“Le risposte che c’hanno dato finora non sono state per nulla soddisfacenti, anzi, il servizio è peggiorato, le soppressioni sono frequenti e, dulcis in fundo, la prossima estate ci si attende un aumento del costo degli abbonamenti – racconta Bonanni a Radiocolonna – i disagi, è bene ribadirlo, riguardano sia noi che la Roma-Lido. Nel nostro caso, si stima che il numero delle soppressioni di corse che si dovrebbero raggiungere alla fine dell’anno potrebbero raggiungere le 8mila o le 9mila, raddoppiando quelle del 2021 quando il gestore era Atac, il che è tutto dire”

La pazienza dei pendolari sembra davvero finita.

“Stavolta siamo davvero esausti e arrabbiati. Ci tengo a sottolineare che non ce l’abbiamo solo con Cotral, nonostante fossimo sotto la loro sede: in fondo detengono la gestione da solo 6 mesi. A mio avviso il vero responsabile è la Regione Lazio, che è sparita dai radar e dalla qualche non si riesce più ad avere alcun tipo di risposta. Tempo fa abbiamo organizzato un incontro con i sindaci dei comuni interessati dalla tratta, Atac c’era, mettendoci almeno la faccia, ma la Regione Lazio no. Ci sono gli stessi treni, le stesse rotaie, nessun tipo di ammodernamento infrastrutturale e per il famoso raddoppio, se tutto va bene, passerà ancora del tempo – spiega Bonanni – questa situazione è la sconfitta dei pendolari e degli studenti che non riescono a raggiungere dignitosamente le proprie scuole. Siamo trattati peggio degli animali ma non ci arrendiamo, il nostro impegno continuerà ad essere massimo e continueremo a vigilare con attenzione”.

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