Roma-Lido: proteste dei pendolari, mancano treni e tagliate altre corse

Continua l’emergenza mentre l’assessore alla mobilità della regione si limita a spiegare la distribuzione dei 180 milioni che riceverà dal ministero dei trasporti.

Le corse Roma-Lido potrebbero essere ulteriormente limitate tra Eur Magliana e Lido per mancanza di treni, questo è quantoè emerso – ricorda ‘’La Repubblica’’ – nell’incontro del 16 luglio scorso tra i Comitati Pendolari e l’assessorato ai tra sporti della Regione Lazio.

Nel frattempo la linea viaggia sistematicamente già con treni ogni 20-25 minuti, che salgono a 40-45 nelle giornate più critiche.

La lunga storia di disservizi della la Roma-Lido continua ad allungarsi e ad affliggere i pendolari del litorale e i turisti che vorrebbero raggiungere le spiagge della Capitale con un trasporto sostenibile.

L’ultima tegola è piovuta il 1 luglio con lo stop di 4 treni da parte dell’Ansfira, l’agenzia nazionale per la sicurezza delle ferrovie, che un anno fa aveva sollecitato Atac a cominciare con le necessarie revisioni generali.

Privata dei convogli essenziali, il parcorotabile è sceso a soli 6 treni funzionanti sulla carta: nella realtà Atac non riesce a far uscire dal deposito più di 4 treni al giorno, con attese medie di 20 minuti che aumentano al primo guasto.

Il precipitare delle condizioni ha costretto il Comitato Pendolari Roma-Lido ad indire una manifestazione sotto la sede della Regione, alla quale è seguito un incontro che certamente non ha raffreddato gli animi.

La manutenzione dei treni «è praticamente ancora tutta da iniziare» sostengono i Comitati Pendolari Roma-Lido e Roma Nord in un comunicato congiunto, ripreso da ‘’La Repubblica’’, «un primo contratto parziale finanziato che prevede l’invio di alcuni treni fino a Brindisi», con la prima spedizione che non avverrà prima di fine mese.

La mancanza di treni, unitamente al rientro dei pendolari dalle vacanze estive, potrebbe costringere l’Atac a tagliare i rami “meno utilizzati” della ferrovia. Una soluzione potrebbe essere quella di amputare la linea a Lido Centro, servendo le stazioni meno frequentate di Stella Polare, Castel Fusano e Colombo con un servizio sostitutivo.

Se anche questa misura non dovesse bastare, un’altra sforbiciata potrebbe avvenire per le stazioni Porta San Paolo e Basilica San Paolo, già servite dalla metro B, con la limitazione del servizio ad Eur Magliana. E se questo non bastasse con l’inizio del nuovo anno, si legge nel comunicato congiunto, dovrebbero iniziare i lavori per il montaggio dell’interruttore extrarapido, anche detto “sistema scattato”.

Tra le ipotesi sul tavolo c’è quella di interrompere nel 2022 la linea parzialmente o completamente per consentire alle ditte di lavorare in maniera più veloce. Per quanto riguarda i nuovi treni il 20 febbraio 2018 sul sito della centrale degli acquisti della Regione è stata pubblicata la gara per l’acquisizione del materiale rotabile: un accordo quadro dal valore di 315 milioni di euro per 32 nuovi treni, di cui 20 destinati alla Roma-Lido.

Attualmente la Regione dispone di soli 100 milioni di euro, sufficienti per 5 treni della Roma-Lido e 6 per la Roma-Viterbo e si sta attendendo, da diversi mesi, l’apertura delle buste con le offerte. Nella migliore delle previsioni, quindi, i nuovi treni non arriveranno ad Ostia prima del Giubileo 2025.

I Comitati dei Pendolari hanno ribadito all’assessorato che non intendono accettare passivamente decisioni che «scaricano incapacità e inettitudini del passato regionale su cittadini e passeggeri – conclude con amarezza il comunicato congiunto – ogni volta che li incontriamo in Regione spostano avanti i tempi delle cose pubblicizzate a mezzo stampa».

Recentemente l’assessore regionale alla Mobilità, Mauro Alessandri, anziché dare risposte all’emergenza si è limitato a spiegare come saranno ripartiti i 180 milioni messi a disposizione dal ministero dei Trasporti: 45,5 milioni per acquisto treni per i quali c’è già stata l’aggiudicazione provvisoria della gara; 40 milioni per un nuovo deposito Lido centro per il quale c’è già la progettazione esecutiva. Al sistema di comunicazione terra destinati 4 milioni di euro, altri 77 milioni Rfi per l’armamento che iniziera a febbraio. Infine 13,5 milioni per la manutenzione straordinaria.

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