Roma pensa già al 2021. Un rilancio che non può fallire

Fine di un anno assurdo e devastante. La sindaca chiama a raccolta le imprese per ripensare una città che deve tornare a vivere

il Colosseo

Il 2021 non sarà come il 2021. Non può, non deve. L’anno che si sta per chiudere lascia ferite profonde in una Capitale devastata da dieci mesi di pandemia. Turismo scomparso, pezzi di economia polverizzate, centinaia di fallimenti all’orizzonte, una volta terminato il metadone dei sussidi. E allora? Allora bisogna ripartire dalle basi, costruire nuova economia e nuovo lavoro.

Lo sanno in Campidoglio e lo sanno gli imprenditori. Sì, ci sono, o meglio ci saranno, i poteri speciali e una fetta di risorse del Recovery Fund in arrivo, ma serve il cosiddetto manico. E il pastrocchio non è escluso, per nulla. Meglio dunque chiarirsi le idee fin da subito, unendo le forze rimaste in campo. Il punto di caduta è che Roma dovrà essere pronta ad accogliere di nuovo turisti, imprese, idee. In una parola, energia. E allora ecco i capisaldi: rifiuti, strade, trasporti. Ad oggi, 30 dicembre 2020, ci sono ancora troppi quartieri invasi dai rifiuti, come scritto dal Tempo, nei giorni scorsi.

La sindaca Raggi ha lanciato l’amo, inviando alle principali associazioni di imprese capitoline e laziali e alle grandi aziende una missiva, che sa di chiamata a raccolta. Primo passo verso quel “tavolo di confronto per affrontare insieme il rilancio della città”, con un orizzonte al 2030, otto-dieci anni. Tra i destinatari, Camera di Commercio, Federalberghi, Unindustria, Confcommercio, Coldiretti, Cdp, Terna, Tim, Bulgari.

“L’emergenza Covid-19 sta ridisegnando gli scenari futuri di sviluppo della società e ci spinge a programmare gli interventi necessari per rendere Roma più moderna e competitiva sullo scenario internazionale — scrive la sindaca —. La ripresa del lavoro e quella economica sono il nostro principale obiettivo, da raggiungere in un’ottica di piena condivisione. La sfida del rilancio post Covid può e deve essere affrontata insieme”.

Raggi individua alcune “opportunità decisive” a partire dal prossimo anno e fino al 2030: nel 2021 l’U20, il summit delle Capitali delle nazioni presenti al G20, e lo stesso G20 di cui l’Italia avrà la presidenza. Ma anche il Giubileo del 2025 per il quale “già da ora va avviato un piano di interventi infrastrutturali”.

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