Roma: polemica su ex rimessa Atac, Campidoglio eserciterà prelazione

Opposizioni "danno erariale"

Deposito ATAC di Piazza Bainsizza. foto mario de renzis

Il Campidoglio “eserciterà il diritto di prelazione e tutte le procedure amministrative possibili” per mantenere la proprietà dell’ex rimessa Atac di piazza Bainsizza a Roma, aggiudicata all’asta a una società privata per 16 milioni e 100 mila euro nel dicembre scorso. I consiglieri di opposizione, in particolare quelli di centrodestra e quelli della lista Civica Calenda, ritengono che l’operazione possa comportare un danno erariale alle casse comunali, stimato in circa 3-4 milioni di euro che corrisponderebbero all’ammontare dell’Iva sul prezzo di mercato, fino al punto che la Lega ha presentato un esposto alla Corte dei conti e gli esponenti di Azione hanno annunciato per domani una protesta dinanzi alla struttura.

In occasione dell’asta di dicembre Palazzo Senatorio ha messo sul tavolo 16 milioni di euro, un importo pari al valore di mercato congruo stimato per l’immobile. Lo stanziamento della somma – così come previsto dalla legge – ha dovuto essere approvato prima in giunta e poi in Assemblea capitolina. L’asta, per due volte in precedenza andata deserta, è stata chiusa facilmente e in breve tempo in favore della società privata. Roma Capitale, infatti, non avrebbe potuto rilanciare oltre i 16,1 milioni, dal momento che ogni somma deve essere prima discussa in consiglio comunale. Nel presentare l’atto in Aula Giulio Cesare a dicembre l’assessore capitolino al Patrimonio, Tobia Zevi, aveva difatti rimarcato la condizione di svantaggio degli enti pubblici nelle aste.

L’ex rimessa è ritenuto un bene strategico dal Campidoglio, il quale lo ha inserito nel Piano urbano della mobilità sostenibile anche in vista dell’acquisto di centinaia di nuovi bus elettrici e per cui servirà sia un ricovero, sia uno spazio di ricarica. Così ieri la giunta capitolina ha approvato una memoria che dà mandato ai dipartimenti Mobilità e Patrimonio di procedere con urgenza “alla verifica di tutte le procedure amministrative possibili, compreso l’esercizio del diritto di prelazione, per giungere all’acquisizione da parte dell’amministrazione capitolina della ex rimessa Vittoria di piazza Bainsizza di cui, con l’approvazione del Pums, è stato ribadito il ruolo strategico”.

Le opposizioni all’annuncio si sono sollevate. “L’esercizio della prelazione appare incompatibile non solo con l’approvato piano di dismissioni della società di cui il Comune di Roma è socio unico, ma anche e soprattutto con la partecipazione all’asta di cui Roma Capitale ha innescato persino la riapertura con offerta in ulteriore rialzo”, ha detto l’esponente della Lega Davide Bordoni annunciando di aver presentato un esposto alla Corte dei conti. “La giunta Gualtieri, ancor prima di valutare le proposte dell’attuale aggiudicatario dell’asta ha deciso di dare avvio all’iter per l’autorizzazione all’acquisizione dell’immobile esercitando il diritto di prelazione”, ha spiegato la capogruppo della lista Civica Calenda, Flavia De Gregorio, annunciando per domani una protesta davanti all’immobile. Secondo i consiglieri di opposizione la maggiorazione di spesa dell’operazione dovrebbe ammontare a 3 o 4 milioni in relazione ai costi dell’Iva che il Campidoglio dovrebbe sostenere. Tuttavia, spiegano fonti del Campidoglio, qualunque stanziamento ulteriore inerente all’operazione, e che per ora è soltanto al vaglio, dovrebbe comunque essere approvato in Assemblea capitolina e la somma andrebbe in ogni caso liberata in una voce di bilancio.

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