Roma-Viterbo: stop agli straordinari, cancellate 44 corse, ressa e disagi

Pendolari accalcati sulle banchine e nei vagoni. L'Azienda: «Raggiunto il tetto massimo di operatività». Macchinisti: «Pronti a lavorare più ore» Nei prossimi giorni la situazione può peggiorare.

un treno
un treno

Niente straordinario per i macchinisti della “Roma Nord”, la linea che collega piazzale Flaminio al capoluogo della Tuscia. E dai binari spariscono tra le 32 e le 44 corse al giorno (su un totale di 170). Lo scrive ‘’Il Messaggero’’ sottolineando che un’odissea per i pendolari che si ritrovano accalcati sulle banchine e costretti a lunghe attese. Un copione che si ripete ormai dallo scorso ottobre. Anche se, a rallentare i treni in quel caso, era stato un corso di aggiornamento.

 

Intanto a causare ulteriori disagi ieri mattina è stato il crollo di un albero con la circolazione ferroviaria interrotta tra Flaminio e Montebello. Ma incidenti a parte il nodo da sciogliere da qui a gennaio, quando il servizio passerà in gestione ad Astral e Cotral, è sul personale. Che c’è ma, avendo esaurito il tetto massimo di 250 ore di straordinario, la direzione operativa (delle ferrovie ex concesse) ha stabilito di non richiamare. Dunque senza macchinisti, i treni restano fermi.

Uno stop cha ad Atac costa fino a sette mila euro al giorno per mancata operatività: «Abbiamo sollecitato la direzione operativa a rivedere la regola che stanno applicando. Anche perché, come previsto dalla legge, per assicurare la produttività il tetto delle 250 ore può essere sfondato» spiega a ‘’Il Messaggero’’ Roberto Ricci, Segretario regionale responsabile del dipartimento Mobilità della Fit-Cisl del Lazio. Che aggiunge: «Inoltre non capiamo perché il personale che ha terminato la formazione non è ancora stato chiamato».

Ancora ieri, tra le quattro e le cinque del pomeriggio, alla stazione Flaminio si sono registrati assembramenti e calca a causa del servizio rallentato. Uno scenario che potrebbe peggiorare da qui alle prossime settimane. Sull’intera linea pesa infatti un’ispezione della Regione Lazio che ha scoperto «gravi problemi manutentivi» sulla linea. Che potrebbe tradursi in treni ritirati dai binari perché considerati non più sicuri, stazioni chiuse e corse ridotte al lumicino.

Le «carenze gravi» sono tutte annotate nella relazione tra le contestazioni mosse all’Atac. Le ispezioni sono scattate in vista del prossimo passaggio di gestione. La Regione ha infatti spedito una pattuglia di ispettori in alcuni depositi, come l’impianto di Civita Castellana. E sebbene si sia trattato di un controllo piuttosto sommario, sono subito emersi problemi seri.

 

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