Saldi estate ’18: a Roma sono al palo

Mancano ancora alcune settimane alla fine dei saldi estivi '18 ma il check di metà stagione non ci racconta nulla di buono. I commercianti sono preoccupati

Questi benedetti saldi dell’estate 2018 son partiti, come da ruolino di marcia il 7.7. Se n’è fatto un gran parlare e secondo le previsioni delle associazioni avrebbero potuto risollevare (in parte) i commercianti appena usciti da una stagione negativa.

Ma per quanto partiti va detto chiaramente e con dispiacere che non sono ancora decollati. Addirittura le stime fatte, all’inizio da alcune associazioni imprenditoriali, oggi come oggi, vanno viste al ribasso. Abbiamo usato la parola dispiacere perchè l’andamento negativo di un qualunque settore commerciale è un campanello d’allarme per tutto il mercato e come tale dobbiamo percepirlo anche noi, potenziali acquirenti. Grazie a Dio non è una campana a morto ma certo non è un inno alla gioia. Facciamo un breve esame di coscienza: per i saldi estivi (ufficiali) ’18 abbiamo fatto file interminabili? abbiamo raggiunto proprio quello che desideravamo? il nostro armadio si è riempito di sorrisi e novità?. Parrebbe proprio di no. Il feedback che si ha girando per la Città e girando per i negozi, anche ai nostri occhi, non è certo positiva. Pare quasi che standini e scorte non siano state, proprio, prese d’assalto.

Giovanna Marchese Bellaroto (vice presidente CNA di Roma e presidente CNA commercio Roma) ci rilascia un’intervista poco incoraggiante. “Questi saldi per ora vanno male a tutti i livelli e possiamo stimare un calo del 18-20% rispetto alle aspettative. Ma ormai sono anni che il trend è negativo. La “curiosità” è praticamente scomparsa e “l’emozione” che attirava il cliente di passaggio si è spenta.

A muovere l’economia e a far cassa (a fine giornata) è proprio la somma degli acquisti “fortuiti” nati dal clic magico che scatta tra curiosità e attrazione per l’oggetto. Se poi questo esibisce la parola “sconto”, il gioco è fatto. Anche il settore lusso soffre perchè è impensabile che il cliente affezionato al marchio, per quanto economicamente avvantaggiato, faccia acquisti multipli e quotidiani. Se aggiungiamo, continua Bellaroto, le restrizioni alla circolazione del contante, che hanno spinto molti possibili clienti verso altri lidi, la frenata è assicurata.

Questi saldi estivi si stanno rivelando una nuova occasione persa perchè il segno – (meno) che registrano le categorie commerciali, sommato giornata dopo giornata porta all’avvilimento del singolo e della comunità”. Se la cavano a mala pena gli outlet e i gruppi low cost, dove anche la media borghesia, suo malgrado e non certo per snobismo, entra sempre più spesso.

Confidiamo in una nuova stagione che, stravolgendo, in parte, i canoni ormai triti e ritriti del pret à porter faccia emergere una moda finalmente innovativa, una creatività ormai da troppo tempo “sempre uguale a se stessa” e tale da suscitare, a tutti i livelli e per tutte le categorie commerciali, l’emozione e il bisogno di sentirsi fuori dagli schemi ripetuti all’infinito del “tutti uguali”.

Stilisti e istituzioni sono invitati a impegnarsi fortemente e puntualmente.

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