Scuola post lockdown: esami vicini, come devono agire i prof

Gli esami non finiscono mai, diceva Totò e quelli che aspettano fra pochi giorni i ragazzi rischiano di essere una Waterloo psicologica

Agli scrutini e agli esami scolastici, di ogni ordine e grado, manca davvero pochissimo.

Gli esami si svolgeranno normalmente, senza deroghe e nessuno studente può sperare di “passarla facile” come è stato per lo scorso anno. Insomma si torna alle regole e alle metodologie di sempre, come se nulla fosse successo e come se la scuola si fosse svolta nella più totale regolarità e serenità.

Da pochi giorni la stragrande maggioranza degli studenti è tornata in classe con la grande allegria di ritrovarsi con i compagni di sempre e con il ritmo di vita che negli anni si è sedimentato nel loro quotidiano.

Il Ministro Patrizio Bianchi attraverso la sua circolare, mandata a tutti i presidi suggerisce agli insegnati non solo di valutare “l’attività effettivamente svolta” ma anche di mettere in conto il momento fatto di lunghi mesi che i ragazzi hanno attraversato e a valutare “la complessità del processo di apprendimento nel contesto dell’emergenza epidemiologica” e “le difficoltà incontrate da alunni e studenti in relazione alle situazioni”.

Come dire abbiate pietà di questi ragazzi che hanno passato anni di inferno sballottati tra DAD e il nulla, fra solitudini e difficoltà tecnologiche.

Non si parla certo di “6 politico” nè di promozioni a pioggia. Una esame attento dell’impegno dei giovani durante la DAD è d’obbligo ma facciamo attenzione a non scaricare sugli studenti la frustrazione e l’insoddisfazione degli insegnanti che, fra il “lusco e il brusco” ora si trovano tremendamente indietro con il programma e le verifiche.

Forse sbagliamo noi ma, almeno per la scuola dell’obbligo, chiediamo clemenza anche perchè troppa severità o, addirittura, una bocciatura potrebbero comportare per questi ragazzi un dramma psicologico non indifferente da sommare ai problemi che già moltissimi vivono. E per i quali è all’opera tutta la schiera di terapeuti disponibile.

Invece, a quel che ci risulta in moltissime scuole viene, di colpo, adottato il metodo “pugno di ferro senza guanto di velluto”. Le crisi e lo smarrimento degli studenti è evidente. Come se si trovassero catapultati in un universo parallelo e avverso. Note e insufficienze “educative”(punitive) piovono sulle loro teste.

E’ drammatico quello che sta accadendo nelle menti e nelle coscienze, aperte al sapere, dei più piccoli.

In famiglia ci ritroviamo con degli sconosciuti, nevrotici e fiacchi (nello stesso tempo) difficili da capire e gestire.

Il loro sonno è agitato e insufficiente. Le loro reazioni spesso rispecchiano la delusione per i voti riportati e la paura per il verdetto finale.

Una situazione davvero pesante che, se non maneggiata con estrema cura e ampie vedute, rischia di diventare una bomba di difficile disinnesco.

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