Crisi acqua, tra buchi nella rete e tegole su Acea

Report Uil-Eurese, solo la metà dei metri cubi immessi nella rete arriva nei rubinetti. Intanto il tribunale boccia il ricorso Acea su Bracciano

Sempre meno acqua nei rubinetti?

Mentre ancora Regione, Comune, Acea e (forse) il governo sono alla disperata ricerca di una soluzione in grado di scongiurare il razionamento idrico, prosegue la conta dei danni ai cittadini causati da una rete idrica piena di falle. Intanto, il Tribunale delle acque pubbliche dà torto ad Acea sul ricorso contro l’ordinanza della Regione sul prelievo al lago di Bracciano.

Stavolta, dopo il report-scandalo di Utilitalia, è il turno della Uil-Lazio, che insieme all’Eures e alla Uil-Tech hanno rivisto, purtroppo al rialzo, le stime sulla dispersione idrica a Roma.  “L’acqua a Roma c’e’, quello che manca sono le infrastrutture e un piano di manutenzione ordinaria, cosa che provoca il 45% di dispersione: su 493 milioni di metri cubi di acqua immessa solo 264 milioni arrivano nei rubinetti delle case
dei cittadini”, si legge nello studio (qui il documento) congiunto.

Se condo i calcoli della Uil “il 45% di dispersione idrica fa di Roma la seconda città italiana per perdita d’acqua (peggio solo Bari 51%). E’ come se dai 9 mila litri al secondo provenienti dalla sorgente del Peschiera, si sottraesse quotidianamente tre volte la quantità d’acqua captata dal lago di Bracciano”. Il tutto a fronte di tariffe tra le più alte in Italia che di certo non vanno a finanziare gli investimenti che invece servirebbero, come spiega la stessa Uil.

“Nell’ultimo quinquennio, una forte diminuzione dei volumi erogati per abitante e, contemporaneamente, un incremento del 37% della spesa per ogni famiglia. Di contro, nello stesso periodo, l’incremento per gli investimenti sulla rete storica è stato pari al 3% e a livello regionale, nulla è stato fatto sul recupero delle acque di depurazione”.

A conclusione di tutto ciò sono arrivate le parole del segretario della Uil-Lazio, Michele Civita. “Se il piano regionale non è stato messo in pratica – conclude Civica – in quello industriale 2016-2020 di Acea non c’è traccia di investimenti dedicati alla manutenzione delle tubature. Cosa indispensabile per una corretta distribuzione idrica ma anche per contribuire a far ripartire l’economia. Uno studio dell’EPA americano stima che un investimento di 188 miliardi di dollari nelle infrastrutture idriche degli Stati Uniti creerebbe 1,3 milioni di posti di lavoro, tra diretti e indiretti, e produrrebbe 250 miliardi di dollari”.

Il tutto mentre  Il Tribunale superiore delle acque pubbliche ha rigettato il ricorso fatto da Acea sulla sospensiva dello stop ai prelievi dal lago di Bracciano ordinato dalla
Regione Lazio. Nella sentenza si legge che la turnazione del servizio di distribuzione dell’acqua nel territorio del Comune di Roma non “appare una conseguenza non imposta in via esclusiva dall’ordinanza impugnata”.

Non solo.  Il presidente di ‘Acea Ato 2’, Paolo Tolmino Saccani, è indagato per inquinamento ambientale dalla Procura di Civitavecchia nell’ambito dell’inchiesta sulla ‘captazione’ dell’acqua dal lago di Bracciano, per cui oggi i carabinieri del Noe hanno eseguito una serie di acquisizioni documentali nella sede della società.

Secondo quanto si è appreso gli accertamenti sono stati sviluppati sulla base di una serie di esposti presentati nelle scorse settimane, a partire da quello riferibile ai comitati
cittadini di Bracciano e Martignano; ma anche degli amministratori locali. L’iscrizione – si sottolinea – del rappresentante legale della società è stata un “atto dovuto”.

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