Stefanel al capolinea, parte l’amministrazione straordinaria

Fallito il concordato con i creditori del gruppo veneto. Pochi giorni fa si era dimesso dal board Berna

Stefanel al capolinea. Uno dei marchi simbolo del made in Italy rischia di sparire dalle nostre vetrine. Il brand di Treviso ha depositato l’istanza di insolvenza. La società veneta ha, infatti, depositato presso il Tribunale di Treviso un’istanza di rinuncia alla procedura di concordato preventivo con riserva avviata il 14 dicembre scorso e, parallelamente, ha depositato presso il Tribunale di Venezia un’istanza per la dichiarazione dello stato di insolvenza, propedeutica alla prospettata ammissione della stessa alla procedura di amministrazione straordinaria.

Il cda di Stefanel da cui si è dimesso Tito Berna per incompatibilità con la propria attività di liquidatore della società correlata Legenda Srl, ha precisato che la scelta di avviare l’iter per l’ammissione all’amministrazione straordinaria è stata compiuta anche per tutelare il livello occupazionale della società. Il board lo scorso 5 giugno avevo preso atto della mancata definizione di un accordo con i propri stakeholders, dell’assenza di altri interlocutori interessati a supportare la società nella formalizzazione dell’ipotizzata proposta concordataria e dell’impercorribilità di ipotesi autonome di rafforzamento patrimoniale e ristrutturazione dell’indebitamento finanziario netto che a fine aprile era pari a 87,7 milioni, in aumento rispetto agli 86,9 milioni di marzo scorso.

A settembre 2018 Stefanel aveva dichiarato una perdita di 20,9 milioni di euro e un patrimonio netto di 7,5 milioni, a dicembre aveva chiesto l’accesso al concordato preventivo, che aveva ottenuto a gennaio. La crisi riguarda 60 dipendenti della sede centrale, che si trova a Ponte di Piave in provincia di Treviso, e il personale nei negozi in tutta Italia. L’azienda è detenuta dai due fondi Oxy Capital e Attestor, mentre Giuseppe Stefanel, figlio del fondatore Carlo, ne controlla il 16,4 per cento.

 

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