Taxi, Bittarelli rivela tattiche e dinamiche per scardinare il ddl Concorrenza

Il rappresentante dei tassisti a Radiocolonna: sul tema chiediamo al Parlamento di togliere le deleghe al governo

Si è riunito ieri il “parlamentino” che riunisce la maggior parte delle sigle dei tassisti italiani. Il tema – ca va sans dire – è il contestatissimo ddl Concorrenza, nello specifico quell’articolo 8 che, secondo le auto bianche, aprirà il mercato alle multinazionali straniere e creerà difficoltà lavorative a chi è in possesso di una regolare licenza.

Ad indirlo è stato Loreno Bittarelli, storico rappresentante della categoria e dominus dell’URI, la sigla che riunisce i radiotaxi italiani, che a Radiocolonna ha raccontato i punti salienti della riunione che si è svolta ieri a Roma, presso la sede del 3570.

“La volontà unanime della categoria è quella di chiedere lo stralcio dell’articolo 8 del ddl Concorrenza, che a livello parlamentare ancora dev’essere calendarizzato ma che verrà discusso dalla decima commissione in Senato – spiga Bittarelli a Radiocolonna – è emersa inoltre la volontà di nominare un gruppo ristretto, di circa 5 persone, deputato a rappresentare la categoria in questa nostra battaglia. Siamo venticinque sigle sindacali, se ognuno andasse per conto proprio si genererebbe solo confusione e non ci presenteremmo molto bene davanti agli interlocutori istituzionali”.

L’obiettivo dei tassisti, sostanzialmente, è che al governo venga meno la delega per poter modificare la normativa che riguarda le auto bianche.

“Chiediamo che il parlamento non dia la delega al governo e qualora questo dovesse avvenire vogliamo che ciò avvenga attraverso un confronto con le categorie – spiega – noi abbiamo interlocuzione con tutti i gruppi politici, in occasione dell’ultimo sciopero siamo stati ricevuti dalla carica più alta dell’opposizione, il vicepresidente della Camera Fabio Rampelli, ma interlocutori dei tassisti sono presenti in ogni partito. In vista ci potrebbe essere anche un’interlocuzione diretta con il ministro del MIT Enrico Giovannini. Staremo a vedere”

E se queste richieste non dovessero essere esaudite?

“Noi ci aspettiamo delle risposte soddisfacenti, quantomeno in Parlamento dove esponenti di varie formazioni politiche si sono mostrati attenti alle nostre istanze, ma qualora ciò non capitasse, ci riuniremo di nuovo e metteremo in campo le forme più efficaci di mobilitazione

 

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