Termovalorizzatore, la spinta di manager e industriali

Federmanager e Unindustria tirano la volata a Gualtieri, per la realizzazione del primo termovalorizzatore di Roma. Ma occhio alla burocrazia

L'occupazione di M5s e lista civica Raggi.

Roma avrà un suo termovalorizzatore da 600mila tonnellate annue, sul modello di Copenaghen. Il sindaco Roberto Gualtieri lo ha annunciato con chiarezza, rompendo anche un tabù e nonostante i primi, scontati, mal di pancia grillini. E una sempre presente minaccia della burocrazia all’italiana. In Italia ci sono 37 termovalorizzatori in prevalenza al Nord (26 impianti; in Lombardia e in Emilia Romagna sono rispettivamente 13 e 7). Nel 2020, hanno trattato complessivamente circa 2,8 milioni di tonnellate di rifiuti urbani che rappresentano il 74,5% di quelli inceneriti nel nord. Al Centro e al Sud sono operativi, rispettivamente, 5 e 6 impianti che hanno trattato oltre 532 mila tonnellate e più di un milione di tonnellate di rifiuti urbani.

Ed ecco la spinta di manager e imprenditori romani e laziali. “L’obiettivo di azzerare le discariche a Roma sebbene sia ambizioso è possibile ma occorre coinvolgere tutti gli stakeholder e mettere a fattor comune l’impegno e le professionalità di tutti gli attori coinvolti”, ha spiegato il presidente di Federmanager Roma, Gherarso Zei. “Il successo passa per un riequilibrio dei sistemi capace di generare valore attraverso una costante sinergia tra politica industriale e ambientale”.

In scia anche il numero uno di Unindustria, Angelo Camilli. “L’annuncio fatto dal sindaco Gualtieri della costruzione di un termovalorizzatore a Roma va decisamente nella giusta direzione. Unindustria da moltissimi anni richiama l’attenzione sulla necessità della costruzione di un termovalorizzatore fondamentale per la chiusura del ciclo dei rifiuti problema tra i più sentiti e critici che affligge la nostra Capitale ormai da troppo tempo.  Con il termovalorizzatore potremmo finalmente trasformare i rifiuti da problema ad opportunità di sviluppo e di vantaggio economico per i cittadini e per le imprese. Adesso dobbiamo affrontare la fase più difficile quella di passare dalle parole ai fatti, superando anche i pregiudizi che un tale storico progetto sicuramente comporterà”.

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