Terremoto giudiziario a Terracina: decapitati i vertici dell’amministrazione comunale, 50 indagati

Ai domiciliari sono finiti la sindaca Roberta Tintari, eletta nel 2020 nelle fila di Fratelli d'Italia, il presidente del consiglio comunale, un assessore, dirigenti e funzionari pubblici. Ai domiciliari anche l'ex vicesindaco Pierpaolo Marcuzzi, già raggiunto da una misura cautelare nel gennaio scorso. L'accusa riguarda presunte irregolarità nella gestione del demanio marittimo

Un vero e proprio terremoto giudiziario si abbatte sul comune di Terracina, centro balneare in provincia di Latina. Una maxioperazione di carabinieri e guardia costiera ha, di fatto, decapitato i vertici dell’amministrazione cittadina: ai domiciliari sono finiti la sindaca Roberta Tintari, eletta nel 2020 nelle fila di Fratelli d’Italia, il presidente del consiglio comunale, un assessore, dirigenti e funzionari pubblici. Ai domiciliari anche l’ex vicesindaco Pierpaolo Marcuzzi, già raggiunto da una misura cautelare nel gennaio scorso. In totale una cinquantina gli indagati tra cui l’ex primo cittadino e attuale eurodeputato di Fdi, Nicola Procaccini.

Al centro dell’attività di indagine la gestione delle concessioni balneari e marittime e una serie di appalti. Gli arresti hanno scatenato le reazioni politiche e dalle opposizioni si chiede di tornare al voto. La vicenda ha provocato anche una serie di reazioni politiche. Europa Verde afferma che quanto “sta succedendo in provincia di Latina rafforza la posizione di noi Verdi: bisogna ripristinare la legalità nella gestione del demanio, un demanio grazie al quale alcuni realizzano profitti altissimi, con ritorni erariali estremamente bassi per lo Stato e una forte cementificazione delle coste”.

Dal canto suo Gianfranco Rufa, senatore e commissario della Lega a Latina, ritiene “che Terracina non possa restare nell’immobilismo amministrativo” e chiede di andare alle urne così come Francesco Zicchieri, parlamentare del gruppo misto alla Camera per il quale questa “amministrazione deve fare un passo indietro e dare la possibilità ai cittadini di esprimersi”.

Nei confronti di Tintari, i pm di Latina contestano i reati di turbata libertà degli incanti e falso in relazione alla gestione dell’arenile comunale. I fatti risalgono al 2019: gli approfondimenti investigativi sono parti nell’ambito dell’attività di controllo “Mare sicuro” e hanno riguardato in particolare alcune concessioni demaniali anche nella zona dell’Arena del Molo. Gli inquirenti hanno effettuato oggi il sequestro preventivo di un camping, di un ristorante e di beni di un’associazione che opera all’Arena del Molo.

Dall’indagine, svolta anche attraverso intercettazioni e pedinamenti, sono emersi elementi penalmente rilevanti in relazione a illegittime sanatorie su opere e lavori in aree pubbliche. Attività eseguita e commissionata dal Comune di Terracina: tra questi la realizzazione di un ponte ciclopedonale attraverso l’indebita percezione di fondi europei strutturali Feamp e Flag con conseguenti danni erariali. Gli inquirenti hanno, inoltre, accertato la illegittima acquisizione e gestione di fondi economici strutturali.

A Procaccini, sindaco tra il 2011 e il 2015 e tra il 2016 e il 2019 e in passato portavoce di Giorgia Meloni, viene contestata l’induzione indebita a dare o promettere utilità e turbata libertà degli incanti. In una nota della Procura si afferma che l’attività di indagine “ha consentito di documentare condotte di pubblici funzionari, all’interno del Comune di Terracina, che appaiono finalizzate al perseguimento di interessi personali e non coerenti, dunque, con i compiti istituzionali”.

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