Tevere balneabile: Roma investe 400 milioni per riconciliarsi con il suo fiume

"Affrontare strutturalmente le cause dell'inquinamento, migliorare le condizioni ambientali e restituire alla città un patrimonio naturale troppo a lungo trascurato" è, secondo Bonessio (Ev), il valore strategico dell'iniziativa

Per decenni è stato guardato con diffidenza, quasi come un corpo estraneo alla vita cittadina: un’arteria d’acqua separata dal tessuto urbano, segnata da scarichi non controllati, inquinamento e un progressivo degrado ecologico. Oggi Roma prova a scrivere una nuova pagina nel rapporto con il Tevere, puntando a un obiettivo che fino a poco tempo fa sarebbe sembrato una provocazione: renderlo balneabile.

Ad accogliere con entusiasmo l’approvazione della memoria di giunta capitolina numero 58, che fissa il cronoprogramma del percorso, è Nando Bonessio, presidente del Gruppo consiliare Europa Verde/Alleanza Verdi Sinistra in Campidoglio. “Restituire il Tevere ai cittadini significa restituire a Roma una parte fondamentale della propria identità”, spiega Bonessio, parlando di “una visione ambiziosa ma concreta, in linea con le migliori esperienze europee di rigenerazione urbana e ambientale”.

Non si tratta di un progetto calato dall’alto: alla base c’è la consapevolezza di una realtà complessa, fatta di decenni di scarichi non controllati o non depurati, criticità delle reti fognarie e delle acque meteoriche, episodi di inquinamento ricorrenti. “Affrontare strutturalmente le cause dell’inquinamento, migliorare le condizioni ambientali e restituire alla città un patrimonio naturale troppo a lungo trascurato” è, secondo Bonessio, il vero valore strategico dell’iniziativa.

Il piano messo a punto da Roma Capitale prevede il censimento sistematico e l’eliminazione degli scarichi non conformi, un monitoraggio continuo della qualità delle acque attraverso una rete digitale di controllo, l’adeguamento delle infrastrutture fognarie, la creazione di nuovi accessi al fiume e, progressivamente, l’apertura di aree pilota destinate alla balneazione. A rendere il progetto particolarmente innovativo è l’affiancamento di strumenti tecnologici avanzati agli interventi infrastrutturali: una rete di monitoraggio quali-quantitativo, un Digital Twin del fiume — una sua replica digitale in tempo reale — e un portale pubblico che garantirà trasparenza e accesso alle informazioni ambientali per tutti i cittadini.

Ma la posta in gioco, sottolinea Bonessio, va ben oltre la possibilità di fare un bagno nel Tevere: “Significa biodiversità, qualità ambientale, resilienza climatica, sicurezza del territorio e riappropriazione degli eco-spazi urbani. Un Tevere più pulito significa una città più sana e vivibile per tutti”.

Dietro l’ambizione, i numeri: una pianificazione pluriennale che prevede investimenti complessivi stimati in circa 400 milioni di euro, dei quali 120 milioni già finanziati e destinati a pianificazione, monitoraggio, rete fognaria, accessibilità al fiume e avvio delle prime aree pilota. Un percorso che richiederà, come sottolinea lo stesso Bonessio, “il massimo coordinamento tra Roma Capitale, Regione Lazio, Acea, Autorità competenti, enti scientifici e soggetti territoriali”, oltre a una costante informazione verso Municipi e cittadini sullo stato di avanzamento dei lavori.

“Come Ev – Alleanza Verdi e Sinistra continueremo ad accompagnare questo percorso, fortemente voluto dal Sindaco Gualtieri, con spirito costruttivo e massima attenzione alla trasparenza”, conclude Bonessio, per il quale la balneabilità del Tevere “non è soltanto un obiettivo ambientale: è una sfida di civiltà che misura la capacità di Roma di riconciliarsi con il proprio fiume e costruire un modello di sviluppo più sostenibile, inclusivo e resiliente. È una scelta che guarda al futuro e alle prossime generazioni”.

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