Tram Termini-Vaticano, i consigli (e le critiche) di Metrovia

Gli appunti del team di Metrovia sull’opera studiata per passare a Via Nazionale

TVA è l’acronimo di Termini-Vaticano-Aurelio, ovvero uno dei progetti più ambiziosi della mobilità capitolina dei prossimi anni. Una linea tranviaria che dovrebbe collegare la stazione Termini di Roma con piazza Venezia passando per via Nazionale, per poi proseguire su corso Vittorio fino al Vaticano. Il tram, poi, si dirigerebbe su via Gregorio VII per poi terminare la corsa a piazza Giureconsulti. L’opera ha suscitato polemiche per il fatto che, si stima, potrebbe essere pronta nel 2026, ovvero un anno dopo l’Anno Santo previsto per l’anno precedente.

Ma a parte le polemiche, il TVA ha suscitato un proficuo dibattito tra esperti e addetti ai lavori su possibili migliorie da apportare la progetto. Indicazioni interessanti sono arrivate da Metrovia, il team che propone un sistema integrato su ferro che metta insieme metro e ferrovie urbane.

“Ad eccezione della porzione che prosegue oltre il Vaticano, nel centro storico questo tram non svolge alcun ruolo aggiuntivo, dal momento che ripercorre esattamente la stessa tratta solcata dagli autobus. Tratta che, dalla stazione Termini a piazza Venezia, è la più densamente percorsa in Europa dal mezzo pubblico, in modalità bus – spiega – Dunque, mai come in questo caso dovrebbe essere esaltata la funzione sostitutiva: col TVA spariscono gli autobus da via Nazionale e su tutto il tracciato del tram. Con grande beneficio sia per l’ambiente, sia per l’efficacia complessiva del servizio. Eppure, il progetto presentato dagli uffici tecnici del Comune, pur nell’aggiornamento del precedente degli anni ’90, non segue questa impostazione: il tracciato è pensato interamente in sede promiscua con bus, taxi e mezzi di soccorso, come si può ben vedere dalle immagini riportate. E per quasi 500 metri in sede condivisa anche con le auto”

Metrovia, dunque, punta forte sulla sede esclusiva della nuova tranvia.

“Rendere la sede esclusiva, togliendo gli autobus e ogni altro intralcio ed eliminando l’attesa ai semafori, trasforma questo tram in un vero valore aggiunto: un mezzo di attraversamento rapido del centro storico, con soste in tutti i punti nevralgici. Lasciando agli autobus (magari elettrici e di piccole dimensioni) il ruolo di distribuzione nell’abitato e di adduzione”.

 

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