Trasporti: presidi chiedono più controlli, ma per il Comune non sono possibili

I vertici delle scuole insistono sulla necessità di garantire agli studenti il distanziamento sugli autobus. Oltre il 25 per cento userà l'auto privata. Atac aumenta comunque le corse.

Impossibile aumentare i controllori sui mezzi pubblici a Roma. A dirlo sostenuto in un certo senso anche dai sindacati, ma provocando il malcontento dei presidi – è l’assessore capitolino ai Trasporti, Pietro Calabrese, in risposta alla proposta del Governo di intensificare il numero dei verificatori su bus, metro, tram. «In vista della ripresa delle attività scolastiche – spiega Calabrese a ‘’La Repubblica’’ stiamo lavorando da mesi per garantire il rispetto della capienza all’80% dei mezzi di trasporto pubblico. Ma l’ultima proposta del Governo di aumentare i controllori sui mezzi e fare verifiche a tappeto (anche su mascherine e distanziamenti, ndr), appare tardiva e non realizzabile. Mi sembra chiaro che non sia possibile assumere migliaia di dipendenti in più in solo pochi giorni», dato che questo dovrebbe accadere attraverso concorso.

Per l’assessore, come anche per i sindacati, «per esercitare un servizio simile avremmo bisogno di finanziamenti adeguati. Il Governo non può lasciare gli enti locali soli, ma deve trovare soluzioni adeguate e definitive».

I sindacati, nel complesso, si dichiarano «favorevoli all’attività di controllo – spiega Roberto Ricci della Fit Cisl – che però non deve essere affidata agli autisti, ne ai 250 controllori distribuiti in due turni. E a Roma le fermate sono più di 8300: servono risorse e figure professionali adeguate».

Preoccupati, invece, i presidi, che vedrebbero nell’aumento dei controllori un modo per scongiurare assembramenti e comportamenti in violazione delle nonne anti-Covid. Che, di riflesso, potrebbero mettere a repentaglio la sicurezza degli studenti.

«Gli studenti sono tornati dalle vacanze felici di stare insieme spiega a ‘’La repubblica’’ la preside del liceo Mamiani, Tiziana Sallusti – ma il virus può ancora costituire un pericolo». «Prendo l’auto bus – dice Paolo Pedullà, che dirige il Tasso – di solito indossano tutti la mascherina. Se qualcuno non ce l’ha, glielo faccio notare. Ma il distanziamento è un problema».

Dunque l’augurio è che il piano trasporti sia sufficiente a traghettare a scuola e, poi, a riportare a casa gli studenti che dal 13 settembre rientreranno in classe. In primis, la capienza massima: rimane all’80%. Già da lunedì, fa sapere l’Atac, si aumenterà il servizio grazie due affidamenti; uno per 24 linee dal valore di 18 milioni di euro e l’altro per 35 collegamenti scolastici da circa 2,8 milioni.

Aumenteranno, dunque, le corse su 41 linee critiche in termini di affollamento su servizi di supporto alla rete tranviaria (e non solo: lo 070, per esempio, si sovrapporrà alla ferrovia Roma-Lido).

A regime, promette l’Atac, il sistema consentirà di erogare circa 1.500 corse in più al giorno. In aiuto della Roma-Viterbo, anche corse su gomma. E grazie a un incrocio orario con Cotral, vengono collegati meglio gli istituti per città più piccole, come Bagnoregio. Non si escludono modifiche ai percorsi in corso d’opera, anche grazie ai questionari che Roma servizi per la mobilità sta sottoponendo agli studenti: in 24 ore hanno risposto in circa 400. Un primo dato: il 26% per il tragitto casa-scuola continuerà a utilizzare il mezzo privato.

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