Trasporti Roma/ un tornio fuori uso e i treni senza revisione, così è andata in tilt la Metro B

Nella giornata di ieri, 1 marzo, servizio in blocco per 12 ore

photo credit: atac roma

Il tornio di Atac, che rimette in sesto le ruote dei treni, è stato danneggiato “probabilmente con un grosso martello che ne ha sfasato la taratura”, forse “nella notte tra venerdì e sabato”, ha spiegato l’assessore ai Trasporti capitolino, Eugenio Patanè, nell’ambito di diverse interviste. Alcuni treni, quindi, non hanno potuto essere in servizio sulla Metro B, poichè non avevano svolto la manutenzione delle ruote prevista dopo un certo chilometraggio. Altri treni, invece, sono al palo da tempo a causa della mancata revisione. A tutto questo si sono aggiunti anche un paio di guasti. Così, nella giornata di ieri, martedì 1 marzo, sulla linea B della metropolitana il servizio è andato in blocco per 12 ore.

È vero che il trasporto su ferro, metropolitane e tram, nella Capitale ha ottenuto dai romani la sufficienza (6,1) nell’ultima indagine sulla qualità dei servizi pubblici, tuttavia la condizione delle infrastrutture, secondo il titolare dei Trasporti a Palazzo Senatorio, “è da terzo mondo” a causa “della situazione che ci hanno lasciato i signori del M5s nella precedente consiliatura. Un operato del quale si dovrebbero vergognare, hanno lasciato Roma senza la revisione dei treni per la metro A e B, e non hanno neanche messo i soldi per poterla fare sui treni di Metro C”, ha sbottato Patané. “Chi ha governato finora dovrebbe chiedere scusa ai romani – ha aggiunto -. Il problema principale non è il sabotaggio. Se non hai fatto niente negli anni precedenti è chiaro che arrivano le scadenze delle revisioni e i tecnici dell’autorità nazionale del ministero fermano i treni”.

A oggi sulla Metro B dovrebbero viaggiare 37 treni, ma sono in servizio soltanto 13. Questo perchè 9 sono quelli le cui ruote vanno tornite, e per ciascuno ci vogliono 3 o 4 giorni, operazione che era in corso sui convogli ma si è interrotta a causa del danneggiamento del tornio. Altri 12, invece, stazionano nei depositi da tempo: 4 perchè non hanno svolto la manutenzione ordinaria, 4 perchè hanno bisogno della revisione generale, 2 sono incidentati da tempo e non sono mai stati avviati alla riparazione, 2 sono prossimi a tornare in circolazione, sono stati revisionati e sono in attesa di collaudo. Manutenzioni e revisioni mancate, e che riguardano 12 dei 37 treni, secondo Patané, “andavano fatte negli anni precedenti”. L’assessore, infatti, ha chiarito: “Già abbiamo salvato i treni della Metro A, avrebbero dovuto andare fuori linea 20 convogli già a gennaio. Stiamo discutendo con il ministero per quelli della Metro C”.

Per riportare a un regime ordinario sia il funzionamento che la programmazione della manutenzione di metropolitane e treni, “avremo bisogno di 5 anni” e si dovrà intervenire su più fronti, “dall’armamento dei binari alle banchine, agli impianti antincendio. Poi abbiamo una situazione sulle rotabili e quindi sui treni. Se non hai fatto niente negli anni precedenti è chiaro che arrivano le scadenze e i tecnici dell’autorità di controllo del ministero fermano i treni”, ha sottolineato Patané. Per questi motivi “stiamo mettendo in campo un vero e proprio piano Marshall. Da un lato c’è la manutenzione. Dall’altro abbiamo comprato un pacchetto di 30 treni ma ci vogliono due anni e mezzo prima che arrivino, vanno costruiti. E poi bisogna fare un patto sulla sicurezza ferroviaria, è chiaro che altrimenti l’autorità nazionale arriva e se non c’è la revisione dei treni te li ferma”, ha concluso.

Per l’ex assessora ai Trasporti della giunta M5s, Linda Meleo, oggi capogruppo in Campidoglio: “Il piano Marshall di cui parla l’assessore è quello lasciato dal Movimento 5 stelle. Le bugie sono facili da stanare. Partendo da zero, ossia da una situazione in cui non c’erano soldi e progetti per la manutenzione straordinaria delle metro, ci siamo messi al lavoro e abbiamo preparato progetti e ottenuto dal governo un finanziamento per 425 milioni di euro” e quindi “i lavori che stanno partendo, o che sono già partiti, sono frutti di questo processo”.

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