Turismo, Roma riparte. Ma la strada per recuperare è lunga

A Roma si rivedono i torpedoni imbottiti di turisti. Era ora, ma i fasti del passato sono lontani. Troppo

A vederli bene non pareva vero. Vagoni di turisti che si buttano sui marciapiedi e quando attraversano la strada, scooter o macchina che sia, la sosta è di quelle lunghe. Ma a Roma il turismo torna a respirare. Certo, i fasti di una volta sono lontani, eppure la sensazione di rinascita c’è. Lo si capisce dalla quantità di mersone per metro quadrato sui marciapiedi del centro storico. Vicino al Senato, alla Camera, al Circo Massimo. Era ora.

Decisamente molto più di un’impressione, ci sono i numeri a dirlo. A Roma Capitale gli arrivi complessivi per il periodo di Pasqua sono stimati in 235mila unità, meno 37% rispetto a Pasqua 2019, e le presenze in circa 583mila unità, meno 39,6%. Negli esercizi alberghieri sono attesi 155mila arrivi, meno 38,6%, e 373mila presenze, meno 40,2%. Sempre in base alle previsioni, negli esercizi complementari si attendono 80mila arrivi, meno 33,4%, e 210mila presenze, meno 38,4%.

E pensare che il Covid ha desertificato la città di turisti, svuotando il centro storico di visitatori, con i monumenti da cartolina oggi con poche code all’esterno e gli hotel che faticano ad andare avanti. Un terzo delle circa 1.250 strutture alberghiere è ancora chiuso, qualcuna non riaprirà più. Con la crisi del settore ci sono circa ottomila posti di lavoro a rischio. Una speranza di ripresa nei prossimi anni è riposta nella buona riuscita di alcuni eventi sportivi, dagli europei di atletica a quelli di nuoto, fino alla sfida del Giubileo del 2025. Con il sogno della candidatura ad Expo 2030.

La domanda ora è, quanto durerà? E quanto ci vorrà per recuperare il terreno perduto? Ah, saperlo.

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