La lunga agonia dei negozi. Il caso di Velletri

La cittadina laziale è alle prese con una crisi economica senza precedenti, con decine di negozi chiusi. Ma non è l'unica

La peggior depressione economica e sociale dal 1945 è questione di metri e di negozi. Oltre 15 negozi chiusi in meno di un chilometro di strada. Benvenuti nella grande crisi globale, che tutto mangia e tutto divora. Succede a Velletri, quasi 55 mila abitanti alle spalle dei Castelli Romani, a 20 chilometri dal mare. Una piccola città di provincia, che poi tanto piccola non è, può essere lo specchio di un Paese che solo nel 2020 ha perso il 9% del suo Pil, bruciando 175 miliardi. La risposta è sì.

Basta fare due passi per Corso della Repubblica, la strada principale di Velletri, per toccare con mano il dramma. Macellerie, alimentari, negozi di abbigliamento, non ce ne è per nessuno. Saracinesche chiuse, polvere sugli scaffali e il consueto mucchietto di posta buttata lì, per terra. Poi, dalla Chiesa di San Martino a Piazza Mazzini, la moria è ancora più evidente.

Ma Velletri non è solo Velletri. Forse è il Lazio. E allora lo schema si ripete, altrove. Secondo Confesercenti, tra nuove restrizioni, le chiusure legate al Covid e il maltempo, ben 18mila attività hanno chiuso i battenti nel Lazio. L’80% di queste solo a Roma. Male.

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