Villa Ada sprofonda nel degrado. La salvano i volontari

Laddove manca l'amministrazione cui competerebbe il decoro del polmone verde arrivano i volontari. Ma le colpe rimangono

Villa Ada sprofonda nel degrado più totale. E pensare che un tempo era la residenza dei sovrani d’Italia, compreso Vittorio Emanuele III. Ma oggi il polmone verde di Roma è avvolta nell’incuria. Per fortuna ci sono le associazioni dei volontari che sopperiscono alle carenze dell’amministrazione. Una mappatura con tutti i punti di degrado presenti nell’area verde, una grande operazione di pulizia da rifiuti tossici e resti di un accampamento abusivo, e un appello al Campidoglio perché i romani non vengano lasciati soli a pulire il patrimonio pubblico della città. A Villa Ada, celebre parco della Capitale sulla via Salaria, terzo per estensione dentro il Raccordo, pensano solo, o quasi, i volontari. Proprio due giorni fa il maxi intervento di bonifica nel bosco del laghetto con cinquanta sacchi di immondizia raccolta dai membri dell’osservatorio Sherwood, dell’associazione Sotterranei di Roma e da semplici cittadini che hanno preso parte a Puliamo il Mondo, evento promosso da Legambiente Lazio.

Ma la polemica sulle pessime condizioni di Villa Ada non mancano. “A Villa Ada serve un intervento urgente contro degrado”, ha scritto in un tweet la consigliera del Pd capitolino Ilaria Piccolo. “Campidoglio sveglia – scrive Piccolo -. Villa Ada in abbandono: rifiuti, erba incolta e resti di accampamenti abusivi. Una delle piu’ belle ville storiche romane simbolo di degrado. Il verde non puo’ essere affidato solo alla buona volonta’ di cittadini volontari. Che aspetta il Campidoglio ad intervenire?”. Già.

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