Gioco, la stretta della Raggi al rush finale

Tra domani e dopodomani verrà discusso in Assemblea capitolina il regolamento che mette quasi del tutto a bando slot e vlt nel centro storico

Virginia Raggi (Foto Omniroma)

Approda finalmente in Assemblea capitolina la stretta su slot e videolotteries voluta dal sindaco di Roma Virginia Raggi, lo scorso autunno. Dopo l’ok della commissione commercio, tra domani e dopodomani l’Aula Giulio Cesare esaminerà le linee guida del regolamento con cui l’amministrazione grillina punta a dare un colpo al gioco a Roma, non senza polemiche da parte degli operatori del settore.

Tra i punti centrali della proposta di regolamento, che l’intera area del centro storico sia off limits per le sale slot, un distanziometro di 500 metri dai luoghi sensibili (scuole, chiese, ospedali, aree sportive, parchi e giardini pubblici, spiagge) e l’introduzione di limiti orari (dalle 10 alle 14 e dalle 18 alle 22) per quanto riguarda slot e Vlt. Se tutto andrà bene, l’ok alle nuove regole dovrebbe arrivare entro la prima metà del mese di maggio.

La crociata della Raggi contro il gioco d’azzardo è stata annunciata pochi mesi fa, in risposta al crescente fenomeno delle cosiddette ludopatie. Il primo cittadino è tornato sull’argomento pochi giorni fa, attaccando direttamente il governo, reo di voler togliere alle amministrazioni la regolamentazione del gioco. “Colgo l’occasione per stigmatizzare un’altra condotta intollerabile riguardo al gioco d’azzardo. Abbiamo visto che il Governo intende avocare a se la materia, rendendo nullo il lavoro che tante amministrazioni locali in questi anni hanno portato avanti in difesa dei loro cittadini”.

A Roma si contano circa 45-50 mila apparecchi tra slot e videolotteries, distribuiti in quasi 300 sale. In pratica il 12% del parco macchine nazionale. Secondo alcune rilevazioni di Agipronews, ogni anno nel Lazio si spende quasi 1 miliardo di euro in puntate sul slot e videolotteries (Vlt) a fronte di vincite per 4 miliardi. In pratica, tra puntate e vincite, solo nel Lazio, il gioco muove oltre 5 miliardi di euro, di cui il grosso è concentrato a Roma visto che nella Capitale risiede quasi i tre quarti delle sale regionali. In ogni caso, Roma sarà solo l’ultima delle grandi città a dotarsi di un regolamento sul gioco. Nel 2014 è toccato a Milano, mentre nel 2015 a Napoli. A Torino poi, il sindaco pentastellato Chiara Appendino, ha varato norme più severe un mese prima della Raggi, a ottobre.

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