Banca del Fucino, Barents esce di scena. Ma non è finita

Trattative interrotte con il fondo inglese. Ma il dialogo con altri player per l'apertura del capitale va avanti

Stop alle trattative tra Banca del Fucino e il fondo inglese Barents Re. Ma la cessione della banca dei principi Torlonia (qui l’articolo di Radiocolonna.it), va avanti. I rumors già c’erano per la verità e a inizio settembre si vociferava di trattative finite su un binario morto. Ma ora è ufficiale: Banca del Fucino e Barents “interrompono definitivamente le trattative per la partnership. I due gruppi annunciano la fine delle trattative iniziate ad aprile per l’ingresso del gruppo Barents RE nel capitale di Banca del Fucino”.

L’operazione con Barents prevedeva  la firma di un memorandum per un aumento di 50 milioni di euro e il consolidamento di tutto il portafoglio di 300 milioni di euro di crediti deteriorati Npe. A seguire era prevista l’aggregazione di altre realtà nel settore private, che la banca ha sviluppato nell’ultimo triennio, soprattutto nel cosiddetto Wealth management.

Ma, dopo “diversi mesi di analisi ed incontri seguiti alla firma del memorandum di aprile 2018, nell’ultimo periodo sono maturate divergenze sui piani futuri della Banca che hanno spinto le parti ad interrompere definitivamente le trattative”, si legge in una nota.

Attenzione però, perché se Barents esce di scena, entra in gioco un altro giocatore. Un comunicato diffuso subito dopo la notizia dello stop al progetto di alleanza, spiega come “dopo la chiusura definitiva della trattativa con Barents RE, Banca del Fucino si è avviata verso la valutazione dei termini per l’ingresso nel capitale di nuovi investitori istituzionali che ad oggi è in fase avanzata. In parallelo la banca sta definendo con un altro soggetto un’operazione di deconsolidamento integrale del proprioportafoglio crediti deteriorati”.

Dunque, avanti tutta verso una riscrittura degli equilibri in Banca del Fucino. L’ottimismo del management d’altronde non manca. “Sono certo di poter costruire anche in futuro un percorso di sviluppo importante per la banca fondata dalla mia famiglia. Questo grazie al contributo essenziale che l’intera organizzazione di Banca del Fucino ha sempre dimostrato e saputo dare, in particolare negli ultimi mesi. Il lavoro svolto sino ad oggi sarà alla base del progetto di ulteriore crescita che ci stiamo avviando ad intraprendere”, ha dichiarato Alessandro Poma Murialdo, presidente di Banca del Fucino.

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