Biotestamento, Cappato: i grandi vecchi questione aperta

Non solo giovani e, loro malgrado mediatici, nella disgrazia. Il biotestamento non può dimenticare chi soffre della malattia irreversibile chiamata “vecchiaia”

La montagna quasi inaccessibile del “testamento biologico” ha fatto un primo passo ufficiale con l’approvazione alla Camera. Ora la parola spetta al Senato. Le incognite sono infinite, le discussioni e “i cambi di governo” purtroppo, allungheranno di molto i tempi per la convalida finale. Eppure qualcosa si sta muovendo nella direzione che molti di noi auspicano.

La “dichiarazione anticipata di trattamento” fornita in piena lucidità mentale e senza costrizione alcuna esprime da un lato una maggior garanzia alla vita e dall’altro il diritto alla dignità e all’autodeterminazione su trattamenti e fine vita.
Una volontà espressa con piena consapevolezza che andrebbe rispettata come un qualunque altro testamento riguardante i beni materiali, e la sequenza degli eredi.

In tutti questi anni le nostre coscienze e i nostri giudizi sono state scosse da casi violentemente  crudeli e protratti dolorosamente per troppo tempo. Welby, Englaro, Coscioni, Nuvoli, dj Fabo… sono nomi, visi e storie che giorno dopo giorno ci hanno raccontato malattie e destini segnati, insieme alla volontà di non continuare nella sofferenza. Fatalità tragiche o patologie senza possibilità di guarigione. Comunque sentenze senza appello. Anche la loro giovane età, forse, ha contribuito a toccarci così profondamente. Ma basta fermarsi un momento per vedere che dietro a questi “simboli” avanza una grande folla di “malati terminali”. I nostri vecchi. Nonni, genitori, amici che ormai contano i giorni. Spesso colpiti da sindromi pesanti, spesso allettati e sofferenti. Sempre più spesso ricoverati in strutture in cui le ore vanno giù con il contagocce. Per noi che gli stiamo accanto è una gran pena e la conferma che, per quanto assistiti, loro sono stanchi e insofferenti a questa “non vita”.  Alcuni, coscientissimi, smettono di mangiare, altri manifestano chiaramente la voglia di farla finita. Ma purtroppo, loro, i nostri vecchi, non fanno notizia. Eppure sono tantissimi e aumentano con l’innalzarsi della vita media. Anche per Marco Cappato, nell’intervista che ha rilasciato a Radiocolonna l’argomento dei grandi vecchi è quanto mai aperto e doloroso.

Fino ad ora i casi che lei ha condiviso e “appoggiato” hanno visto soggetti affetti da gravi patologie irreversibili o postumi di eventi tragici, ma sempre abbastanza giovani. Ma perchè dei vecchi non si parla mai?

Gli anziani sono proprio i più colpiti da condizioni nelle quali si trovano a dover subire una sopravvivenza in condizioni che non avrebbero mai voluto. Se ne parla di meno proprio perché sono i più indifesi, che hanno più difficoltà a farsi sentire per far valere i propri diritti.

Con l’allungarsi della vita i casi di grandi anziani, lucidi, aumentano. Tanti sono costretti a passare molti anni in strutture. Le cure che vengono loro prestate non sono molte volte paragonabili ad “accanimento terapeutico”?

Qualunque terapia somministrata contro la volontà della persona è accanimento. Con le persone anziane accade più di frequente proprio perché la volontà rischia di essere calpestata dall’ambiente circostante. E’ comunque bene non generalizzare, perché esiste una stragrande maggioranza di medici coscienziosi e strutture sanitarie rispettose.

Perchè un grande anziano NON autosufficiente, con piaghe e patologie varie, seppur LUCIDISSIMO non può essere supportato nell’espressione della propria volontà e al limite nel “passaggio”?

Non solo può essere supportato, ma deve essere supportato. Le attuali leggi italiane sono un ostacolo spesso insormontabile perché criminalizzano l’assistenza alla morte volontaria

Molti di loro vorrebbero “finire in fretta”, con dignità e senza più soffrire. Crediamo sia un loro diritto tanto quello dei più giovani.

Ovviamente il diritto a una libertà fondamentale, come quella di decidere sulla propria vita e sulla propria morte, non può e non deve subire discriminazioni in base all’età.

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