Camanzi, errore chiudere il tpl alla concorrenza

Il monito dell'Autorità dei Trasporti, nel giorno della relazione annuale, riapre la questione del monopolio Atac

Un errore madornale quello di bloccare la concorrenza nel trasporto pubblico locale. Andrea Camanzi, presidente dell’Autorità dei trasporti lo ha detto in modo piuttosto chiaro questo pomeriggio intervenendo, alla Camera, in occasione della relazione annuale (qui il testo). No a chiusure ermetiche nel tpl, è il messaggio di fondo.

“I mercati dei servizi di trasporto via terra sono oggetto di una forte dinamica competitiva. La scadenza dei contratti di servizio in essere nel trasporto via ferrovia e
via strada fa nascere l’interesse di più operatori, anche nuovi entranti. E’ questo il caso ricorrente del trasporto pubblico locale. Occorre evitare chiusure all’ingresso sui mercati di concorrenti più efficienti, anche su un solo segmento o nicchia degli stessi”, ha spiegato Camanzi.

Il quale ha espressamente citato il caso delle Ferrovie, entrate di recente nella Metro milanese, tramite l’acquisizione di quote. Un tema che riapre anche la questione romana, ovvero la possibile apertura del trasporto capitolino, gestito da Atac. Nel 2019 scadranno per esempio alcune concessioni, come la Roma-Lido, e le regole Ue prevedono la messa a gara delle tratte. E, non è un mistero, l’appetito di Fs, ma anche dei francesi di Ratp, per la gestione dell’infrastruttura.

D’altronde, ha precisato Camanzi,”imprese tradizionalmente attive in una sola modalita’ di trasporto integrano nelle proprie strategie industriali la diversificazione, manifestando interesse in mercati territorialmente contigui”.

Pensare che le parole di Camanzi sono arrivate poche ore dopo la diffusione da parte di Legambiente dei dati sulla mobilità in Italia. E chi sta peggio? Roma, naturalmente. “La Capitale”, si legge, “è molto indietro rispetto alle grandi città europee per dotazioni di metropolitane, tram, ferrovie suburbane, mentre ha un record nel possesso di automobili, pari a 67 auto ogni 100 abitanti. A Roma l’offerta di trasporto pubblico è diminuita dal 2005 al 2015 del 6% e si sta ancora contraendo”.

Negli ultimi anni è aumentata la quota  degli spostamenti in auto che è passata dall’8,1% del 2014 all’8,3%  del 2015; mentre è diminuita quella effettuata con i mezzi pubblici
che è passata dal 14,6% (2014) all’11,7% nel 2015.

 

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