Disastro Tevere. DifendiAMO Roma: la città merita altro

Il corso del fiume in condizioni critiche: dal centro AMA a Ponte Marconi

Aree di trasbordo dei rifiuti dell’AMA sequestrate dalla magistratura, denunce di roghi tossici, rifiuti sversati nel Tevere e prostituzione. Tutto in prossimità del Lungotevere. Questioni politiche, ambientali di decoro urbano unite da un comun denominatore geografico e temporale: le rive del fiume romano nel primo mese del 2016.

 

La questione più rilevante risale a qualche giorno fa e riguarda i 150 mq sul Lungotevere Arnaldo da Brescia (altezza P.le Flaminio) utilizzati dall’AMA per il trasbordo dei rifiuti dai mezzi più piccoli – gli “squaletti” – a quelli più grandi adibiti al trasporto in discarica. Un flusso continuo di mezzi, rumori assordanti e odori nauseabondi che hanno animato le proteste e le battaglie dei residenti e del Municipio II guidato da Giuseppe Gerace. Fino alla svolta di qualche giorno fa, dove un supposto reato d’inquinamento acustico e ambientale ha portato al sequestro totale dell’area. E qui si apre una questione politica spinosa. La municipalizzata ha avuto il permesso di lavorare i rifiuti su quell’area grazie a una delibera giunta dall’assessorato all’Ambiente guidato da Estella Marino. Alcuni esponenti dem come Cristiana Alicata hanno affidato a Facebook il proprio pensiero e hanno parlato di “macchina del fango contro un nome che gira per le primarie del PD”, un riferimento alle indiscrezioni che indicano l’ex assessora come un possibile competitor di Giachetti e Morassut ai gazebo romani. “Occorreva liberare la precedente area di stazionamento di Borghetto Flaminio interessata da un progetto di sviluppo dell’Università La Sapienza, che quindi ne reclamava la possibilità di utilizzo, e così abbiamo richiesto ad AMA di spostarsi e di valutare altre aree su cui poter posizionare le macchine – ha raccontato la Marino sulla sua pagina Facebook – È ovvio che per il doveroso rispetto dei cittadini questi spazi devono essere gestiti seguendo in maniera rigorosa le precauzioni e le normative esistenti. Alcuni titoli fuorvianti piuttosto che altro tipo d’illazioni sono rischiose non tanto per chi li subisce, quanto perché minano il difficile e doveroso percorso di cambiamento nella gestione dei rifiuti che Roma sta finalmente compiendo, grazie alla raccolta differenziata, verso un ciclo sostenibile dal punto di vista economico e ambientale”.

 

Ma la rimessa dell’AMA non è l’unica problematica che affligge il lungo corso del fiume. Nel quartiere Marconi il quadrante compreso tra Ponte Marconi, Via Pincherle e Vasca Navale è da anni ostaggio di episodi di degrado. Istanze raccolte dal comitato DifendiaAmo Roma che da tempo segnala le criticità che colpiscono l’area compresa tra il Municipio VIII e XI. “Nulla è cambiato rispetto alla situazione imbarazzante di quest’estate – ha raccontato a Radiocolonna Augusto Santori, promotore del comitato civico DifendiAMO Roma – con l’arrivo del bel tempo c’è il rischio che possano aumentare gli accampamenti e che le mini discariche vengano assorbite dal fiume”. Secondo l’ex consigliere municipale quello delle rive del Tevere è solo uno dei problemi che affliggono il quartiere. “La zona di San Pantaleo Campano, la tenuta dei Massimi, il Viadotto della Magliana, Via Candoni, il municipio di Marconi è in condizioni precarie – ha concluso – Veloccia? In questi anni non ha amministrato, ha iniziato a conoscere il territorio come un consigliere qualunque” (gds)

© 2Media Srls - 2media@pec.it
Il Sito è iscritto nel Registro della Stampa del Tribunale di Roma n.10/2014 del 13/02/2014
Radio Colonna