Pnrr: in arrivo una pioggia di miliardi ma Roma è senza ombrello

7,6 miliardi per la Capitale e la Regione, ma va ricostruita la capacità di spenderli in modo tempestivo ed efficace e trovare una maggiore determinazione per uscire dalle emergenze rifiuti e trasporti 

Una pioggia di miliardi sta arrivando su Roma. Sono le risorse del PNRR destinate alla capitale alle quali vanno sommate quelle del fondo complementare. Quelle dirette ammontano a oltre 4,6 miliardi, poi ci sono investimenti che sfiorano 3 miliardi per progetti regionali con ricadute anche su Roma.

Il tour Italiadomani ha fatto tappa a Roma nei giorni scorsi, iniziativa promossa dalla presidenza del Consiglio per illustrare progetti, indicare risorse per l’utilizzo dei rilevanti finanziamenti europei con il Next Generation EU.

Nelle intenzioni e negli auspici la mole di investimenti dovrà fornire un notevole contributo all’ammodernamento della città. L’ambizione del sindaco Gualtieri è integrare il futuro di Roma con gli assi strategici del Pnrr, con lo sviluppo intelligente, la mobilità sostenibile, l’economia circolare, l’inclusione territoriale.

Le risorse rappresentano la pre-condizione per ogni politica di sviluppo e riqualificazione ma per dare una prospettiva la cassetta degli attrezzi deve contenere altri strumenti assai preziosi. I principali sono capacità di realizzare progetti di qualità e meccanismi di spesa efficienti. Ma non va trascurata la necessità di una rinnovata determinazione politica. E su questi elementi è lecito avere riserve sulla capacità della Capitale di invertire un trend negativo ultradecennale.

Rifiuti e trasporti sono due buchi neri

Al tempo stesso gli indirizzi ed i progetti per il futuro non devono distogliere lo sguardo e le attenzioni rispetto ad alcune emergenze che sono diventate ormai strutturali della Capitale.

Rifiuti e trasporti sono due buchi neri sui quali l’amministrazione di Roma è chiamata a risposte tempestive e ogni giorno che passa è un ritardo poco comprensibile per i cittadini. Indicare un investimento da 80 milioni per la realizzazione di due impianti per il trattamento di rifiuti organici da 100mila tonnellate l’uno sembra la ripetizione di tanti annunci simili del passato. E’ un titolo senza prospettiva se contestualmente non viene annunciata la localizzazione dei due impianti.

Sul piano squisitamente politico, la nuova giunta deve ancora dimostrare di saper superare la logica del “not in my backyard” (sono favorevole a tutto purché non si faccia nel mio giardino). Impresa complessa e difficile ma essenziale per mettere a terra progetti e buoni propositi. E tuttavia anche se nel trattamento dell’umido “qualcosa si muove”, la parola inceneritore rimane un tabù, unico collante tra l’ex giunta Raggi e la Regione a guida Zingaretti.

Senza un inceneritore per Roma impossibile uscire dall’emergenza 

Ma senza un inceneritore per Roma è praticamente impossibile uscire dall’emergenza anche nel caso di una decisa accelerazione della raccolta differenziata. Il comune forse più virtuoso al Mondo (Camerina in provincia di Treviso) realizza il 92% di raccolta differenziata ma il riciclo non può andare oltre il 62-65%. Cosa accade a quel 35-38% di scarti? Inceneritori, discarica o esportazione all’estero. Magari a Roma si preferisce una nuova discarica, possibilmente temporanea, salvo proroghe.

Il Pnrr per Roma prevede la dotazione di circa 3,6 miliardi per realizzare la cura del ferro e altri 170 milioni per le infrastrutture stradali ai quali sommare una parte dello stanziamento da 1,4 miliardi per il Giubileo. Soltanto per questi tre capitoli si tratta di spendere quasi 1,3 miliardi l’anno entro il 2026. Impresa titanica scorrendo il bilancio del Comune di Roma degli ultimi 10 anni. Nemmeno ai tempi della prima giunta Rutelli la capitale è riuscita a produrre una capacità di spesa per investimenti di tale livello.

Necessario trovare la capacità di spesa

L’ultimo bilancio approvato del 2020 alla voce investimenti per la mobilità indica una striminzita cifra di 155 milioni a consuntivo rispetto ai propositi di spendere un miliardo come indicato nel bilancio di previsione per lo stesso anno. Per lo sviluppo sostenibile e l’assetto del territorio a fronte di investimenti programmati che sfioravano i 300 milioni quelli effettivamente realizzati sono ammontati ad appena 28 milioni di euro.

In totale 1,6 miliardi di investimenti nel bilancio preventivo ma a consuntivo appena 280 milioni. Il confronto con Milano è impietoso, oltre 700 milioni per investimenti su un bilancio che è meno della metà di quello della capitale. Negli ultimi anni Roma spende per investimenti anche meno di Napoli che ha un bilancio complessivo di 4 miliardi rispetto ai 17 miliardi della capitale.

E’ evidente la cronica incapacità di spesa per gli investimenti che ormai tocca anche la spesa corrente. L’opera più difficile da realizzare sarà proprio ricostruire la capacità di spendere le risorse in modo tempestivo ed efficace. Da questo punto di vista il Pnrr rischia di essere un test senza appello per gli enti che non sapranno dotarsi di meccanismi e procedure efficienti. Risorse non impegnate potrebbero essere destinate altrove. Il sindaco di Milano ha già preso posizione.

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