Recovery Plan, il governo ha preso in giro Roma?

Carlo Calenda, ex ministro e candidato sindaco. Da Conte una presa in giro. Do per scontato che le risorse per Roma ci saranno

Continua a far discutere il clamoroso stralcio dal Recovery Plan della parte dedicata al rilancio di Roma. Anche Carlo Calenda, ex ministro e candidato sindaco di Roma, è sceso in campo. “La sparizione di un Piano per Roma dalla bozza di Piano nazionale per Ripresa e Resilienza? Una ovvia presa in giro. Ma dal piano del Recovery è sparito tutto, non ci sono misure, solo orientamenti. Mi auguro, do per scontato, con il Giubileo che deve arrivare e la situazione dei servizi di base nella Capitale che è disastrosa, che lo contenga”.

“Il Recovery allo stato è un elenco di buone intenzioni – ha aggiunto Calenda. “Non c’è niente come misure. Do per scontato e immagino che risorse per modernizzare la Capitale e farla diventare una grande capitale europea ci saranno”, ha concluso. In mattinata era stato il presidente di Unindustria, Angelo Camilli, a prendere posizione, in un’intervista al Messaggero. “Cosi è un’occasione persa. Per il Paese, non solo per Roma. Mi ricordo gli impegni presi dal premier Conte, spero li mantenga. Mi chiedo perché in questi anni, ogni volta che si è dibattuto della Capitale, sia prevalsa sempre una visione miope, come se l’immagine di Roma e il suo sviluppo non siano interesse di tutta l’Italia, ma solo di chi abita dentro o intorno al Raccordo anulare”

“Speravamo che il Recovery fund potesse essere l’occasione per investire davvero nel rilancio della città. E lo spero ancora. C’è margine per cambiare questo testo, anche se il tempo è poco, non c’è un attimo da perdere”.
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