Rifiuti, Regioni poco organizzate. La proposta del Pnrr

Inutile affidarsi alla gestione locale, che ha fallito. Serve una strategia nazionale e centralizzata

I rifiuti in strada

Dal Recovery Plan, sul tavolo del Consiglio dei ministri, arriva una possibile soluzione al problema rifiuti. Qualcosa che sta molto a cuore a Roma, vista la sua cronica emergenza. “A fronte delle evidenze emerse dalla Commissione Europea sull’assenza di una rete integrata di impianti di raccolta e trattamento rifiuti attribuibile all’insufficiente capacità di pianificazione delle regioni e, in generale, alla debolezza della governance, risulta necessario sviluppare un programma nazionale per la gestione dei rifiuti”, si legge tra le pieghe delle 320 pagine del documento.
“Il programma – si legge ancora – oltre ad indirizzare procedure di infrazione sui rifiuti, consentirà di colmare le lacune impiantistiche e gestionali. Inoltre, il programma permetterà di migliorare significativamente i dati medi nazionali e di raggiungere gli obiettivi previsti dalla nuova normativa europea e nazionale (percentuale di rifiuti raccolta in differenziata e percentuale di rifiuti in discarica, riutilizzo, recupero, e altro”.

E pensare che Roma è costretta a spedire i suoi rifiuti in tre diverse regioni fuori dal Lazio. Pochi giorni fa la nuova ordinanza del presidente della Regione Lazio Nicola Zingaretti ha stabilito che per “mettere in sicurezza la gestione dei rifiuti del Comune di Roma e di altri territori del Lazio, evitando interruzioni del servizio abbiamo sottoscritto una nuova intesa per sette mesi con la Regione Toscana per garantire il trattamento e lo smaltimento di 13.500 tonnellate di rifiuti raccolte da Ama, mentre i due Tmb di Malagrotta potranno smaltire gli scarti prodotti in un impianto nella provincia di Cesena-Forli”.

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