Roma Tpl, ira Meleo: pronti a ritirare appalto

Dopo l'ennesimo ritardo nel pagamento degli stipendi e conseguente stop alle corse la responsabile dei Trasporti minaccia la revisione del contratto

Si complica la situazione per il trasporto pubblico in periferia. Questa mattina sono infatti saltate alcune corse chiave per colpa dell’ennesimo sciopero in seno a Roma tpl, la società che per conto di Atac gestisce le linee periferiche della città in base a un contratto di servizio del 2010 che scadrà nel 2018: il 20% delle tratte bus, 80 linee, 20 milioni di chilometri annui su gomma.

L’agitazione, esplosa nel deposito di Tor Cervara, ha causato disagi soprattutto a Roma nord ma anche Roma est. Oggi sono stati soppressi integralmente 58 collegamenti mentre 17 risultano parzialmente in servizio. Il problema è noto, vale a dire il mancato pagamento degli stipendi di marzo. Una miccia sempre accesa e pronta a esplodere all’inizio di ogni mese.

Il Campidoglio fino ad ora è sempre intervenuto tempestivamente, sbloccando i fondi necessari per permettere a Roma tpl il pagamento degli stipendi ai lavoratori. Ma la situazione, come ha più volte ricordato l’assessore ai Trasporti, Linda Meleo, è insostenibile. Il altre parole, urge una soluzione.

Lo scorso mese, per esempio, il Comune ha disposto il pagamento del Durc per permettere a Roma tpl di poter erogare gli stipendi. “Ma su una cosa voglio essere chiara”, ha chiarito nei giorni scorsi la stessa Meleo. “Non siamo più disposti ad andare avanti in questo modo. Pertanto tra le ipotesi che stiamo valutando ci sono il pagamento diretto degli stipendi ai lavoratori, il commissariamento e addirittura la risoluzione del contratto. Per noi la legalità viene sempre al primo posto. Così come è anche una priorità la tutela dei lavoratori. E su queste posizioni non arretreremo di un centimetro. L’ho ribadito anche oggi durante l’incontro con i dipendenti della Roma Tpl”.

E oggi l’assessore è tornato ad attaccare la gestione del consorzio romano, prendendo le difese dei lavoratori. “Siamo al loro fianco. È inaccettabile che si ripresenti ancora la situazione del mancato pagamento degli stipendi – spiega – La società Roma Tpl, che gestisce le linee bus in periferia, non mantiene le promesse e gli accordi presi con il Campidoglio. E tutto ciò avviene sulla pelle dei lavoratori. Stiamo esaminando tutte le carte per vedere anche se ci sono le condizioni per ritirare l’appalto ed abbiamo avviato le procedure per il pagamento diretto degli stipendi ma stiamo riscontrando resistenze da parte dell’azienda a fornirci i dati”. Intanto giovedì 11 maggio altra giornata a rischio caos a Roma per lo sciopero dei trasporti, Atac compresa.

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