Roma tradita e licenziata da Alitalia

Lunedì lo sciopero cancella il 40 % dei voli. La nuova crisi della compagnia costa alla Capitale altri 2000 posti di lavoro.

aereo alitalia

 

Anche gli arabi, che recentemente hanno acquisito il controllo di Alitalia non sono riusciti a risollevarne le sorti.

Dal 2008 ad oggi la compagnia aerea ha dimezzato il numero dei lavoratori, dai 22.000 iniziali agli attuali 12.000. Ma anche questo provvedimento, travagliato e grave, purtroppo non è stato sufficiente . Intanto lunedì i controllori di volo di alcune sigle sindacali rispondono alla nuova dolorosa ristrutturazione con uno sciopero che porterà alla cancellazione del 40% dei voli (nazionali ed internazionali). Per il momento vengono confermate le fasce garantite dalle 7 alle 10 e dalle 18 alle 21.

Sono infatti nuovamente in pericolo oltre 3.000 lavoratori, tenuto anche conto dell’ampio indotto di aziende che collaborano con Alitalia, dalle pulizie al catering. La nuova ‘’carneficina sociale’’ colpirà oltre 10.000 famiglie, quasi tutte residenti nel Lazio.  A pagarne il prezzo più alto saranno Fiumicino, Roma e Ostia.

‘’Il piano (sono previsti tagli di costi esterni per ben 240 milioni) è inaccettabile – afferma l’assessore regionale alle attività produttive, Guido Fabiani – impossibile pensare di eliminare oltre 2.000 posti di lavoro. Se il piano non viene ritirato si finisce col distruggere un patrimonio produttivo di grande qualità.’’

Per quanto riguarda direttamente le scelte di Alitalia (che punta a lasciare a casa oltre 1.800 lavoratori) secondo i sindacati, sono a rischio 400 addetti reparto manutenzione aerei, 230 addetti alle attività di carico e scarico bagagli, e numerosi operatori degli uffici amministrativi e commerciali. E poi non ci sarà scampo al licenziamento per oltre 500 lavoratori a contratto a tempo determinato, tra il personale del check in e operante sulla pista. Mentre potrebbero arrivare a oltre 1500 i lavoratori delle aziende dell’indotto.

E, salvo prodigi, il 5 aprile si replica.

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