Il sabato nero del commercio romano: l’evento divide la categoria

Roma blindata, commercianti divisi: “il 25 marzo giornataccia”, “no, l’arrivo di gente va sempre bene”.

Il mondo del commercio cittadino è diviso sul blindatissimo sabato romano. Un evento che vedrà manifestazioni, strade chiuse e saracinesche abbassate nel giorno in cui si celebrano i sessant’anni dei Trattati di Roma. L’happening istituzionale porterà nella capitale 40 figure istituzionali di livello e migliaia di manifestanti pronti a marciare contro l’Unione. Un flusso in entrata che, temono gli esercenti, difficilmente porterà utili alla filiera commerciale.

Tra strade chiuse, zone off-limits e timore che qualche facinoroso possa fare danni, si prevede un weekend avido di soddisfazioni per i tanti negozi assiepati nelle zone che costeggiano i cortei. Molti negozianti sbuffano e alcuni – come il commissario romano di Confcommercio Renato Borghi sul Corriere di oggi – ricordano perdite complessive che possono arrivare a 20 milioni di euro. Altri esercenti, invece, se la prendono con il Comune di Roma per la scarsa comunicazione sui percorsi dei cortei.

Tuttavia i commercianti sono divisi e non tutti – per varie ragioni – se la sentono di lamentarsi. “Le difficoltà del singolo in certe occasioni sono ininfluenti rispetto a grandi eventi che possono portare, direttamente o no, turismo” spiega a Radicolonna Fabio Spada, presidente di FIPE Confcommercio Roma. Il ristoratore romano è convinto che si debba fare un discorso d’insieme che prescinde dal fatto che i manifestanti di sabato non saranno un valore aggiunto per la filiera turistica. “Roma è una grande città ed è giusto che abbia grandi eventi – prosegue Spada – da quelli che riempiono i ristoranti sino alla Maratona e ai cortei, dove puoi anche restare chiuso”. Per il leader della FIPE Roma (la costola di Confcommercio che racchiude i pubblici esercizi), l’indotto dei giorni precedenti e successivi potrà creare comunque un beneficio per il commercio e bisogna partire con l’idea che i cortei saranno pacifici. L’importante, dice, è saper gestire e controllare gli eventi, una prerogativa della politica e della forza pubblica.

Questo black staturday potrebbe però favorire tutte le vie commerciali che si trovano poco ad di fuori del Centro Storico. Viale Marconi, Via Appia e Via Tuscolana (solo per citarne alcune) potrebbero attrarre lo shopping di coloro che non hanno intenzione ne di avvicinarsi al centro ne di restare imbottigliati nel traffico di un blindatissimo sabato romano.

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