Sport e periferia: il modello Corviale a rischio default?

Promozione sociale e attività sportiva per tutte le età allo stadio del rugby. Il nodo del debito e del consumo energetico

A Roma esistono centinaia di realtà che raccontano come i sobborghi, spesso, nascondano delle eccellenze dove la disciplina sportiva crea un senso di comunità tra ragazzi e adulti.

Una di queste si trova nella periferia sud-ovest di Roma ed è uno dei migliori impianti del Lazio per giocare con la palla ovale. Parliamo dello Stadio del Rugby di Corviale, il primo impianto comunale – dedicato alla disciplina – costruito a Roma dopo il 1948.

Dotato di erba sintetica di ultima generazione, il campo da gioco regolamentare può ospitare fino a 2000 persone di cui 300 sulle tribunette.

La struttura ospita le partite dell’Arvalia Villa Pamphili Rugby Roma – il “Villa” per gli amici – e ha più di 600 tesserati, tra la categoria Under 6 e gli Old.

 

Tuttavia i problemi non mancano e toccano in larga parte questioni amministrative.

La prima riguarda “la rinegoziazione di un mutuo che, tra tasso fisso (oltre il 6%) e tasso variabile in caso di morosità (3%), ha raggiunto cifre insostenibili” spiega la Commissione Sport capitolina. Oltre 40mila euro di mutuo su un impianto che ha un canone di concessione di mille euro.  “L’amministrazione si attiverà per favorire una rinegoziazione del mutuo, volta a prolungare la durata del mutuo fino alla scadenza della concessione e ad una revisione del tasso d’interesse applicato” spiega Angelo Diario, presidente della Commissione Sport del Comune di Roma che sta cercando soluzioni e mediazioni con i concessionari.

La seconda problematica riguarda l’efficientamento energetico: l’impianto, tra luce, acqua e gas, consuma quasi 30mila euro all’anno di utenze. Una situazione insostenibile che – secondo la Commissione Sport – impone la ricerca di soluzioni, dal coinvolgimento di sponsor a convenzioni vere e proprie che riguardino i concessionari che erogano servizi sportivi.

Capitolo degrado: la commissione denuncia la presenza di un campo – adiacente al centro sportivo – in totale stato d’abbandono. Una porzione di terreno di difficilmente collocazione urbanistiche che, se sistemata, integrerebbe gli spazi della struttura e darebbe più decoro a tutta l’area.

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