Alcune domande e certi misteri sulla ciclabile del Lungotevere

Un post polemico di Linda Meleo riaccende la questione. Ma alcuni dubbi restano, soprattutto sulle tempistiche

Si riaccende la polemica sulla ciclabile del lungotevere. O sulla “colata di cemento”, come l’hanno definita i detrattori all’indomani della sua prima apparizione. Una discussione che ha finito per polarizzare – come spesso capita – molti romani attorno a un’opera che simboleggia l’azione della sindaca di Roma: per alcuni dimostra la sua efficienza e la sua rottura con il passato, per altri testimonia la disattenzione della prima cittadina per le questioni clou di Roma, immondizia per le strade e il nodo trasporti. Al netto delle corresponsabilità con la controparte regionale. In un post su Facebook, l’assessora ai lavori pubblici Linda Meleo ha spiegato, con una dose di sarcasmo, che dopo un’interlocuzione con la soprintendenza riprendono i lavori sulla ciclabile, iniziati ad aprile 2021 e interrotti da tempo. “Sulla pista trovate gli stand dell’iniziativa estiva “Lungo..il Tevere Roma”, che ci impone di lavorare di notte, quando non ci sono le persone, per questioni di sicurezza – conclude la Meleo nel post – nei mesi scorsi avevamo chiesto, senza ottenere un ok, lo spostamento di questa manifestazione o sull’altra banchina o in altro luogo per far usufruire la pista ciclabile senza impedimenti”.

Un post che solleva alcuni dubbi e molte domande, a cui probabilmente si risponderà adducendo questioni burocratiche e procedurali ma che – al nocciolo – potrebbero presentare anche temi di natura politica. La prima questione riguarda l’interlocuzione con la soprintendenza, che secondo l’assessora avrebbe determinato lo stop ai lavori: perché non si è interagito con la soprintendenza prima di realizzare l’opera, realizzando così la pista senza un primo e un secondo tempo? Immaginiamo che, se le cose fossero andate così, realizzandola tutta e in breve tempo, molte polemiche non avrebbero avuto senso e forse non ci sarebbero state. Seconda domanda: perché realizzare la pista in contemporanea con una kermesse che rende più complessi i lavori? Malignamente, c’è chi potrebbe immaginare che realizzare la pista dopo l’estate potrebbe essere troppo tardivo in chiave di campagna elettorale, che un tema che funga da diversivo rispetto a una città piena di rifiuti, oggi, male non faccia e che – dulcis in fundo – un tema ulteriore di scontro con la Regione Lazio ci stia sempre bene.

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