Fori Imperiali, vertice in Campidoglio sui pini: possibile riapertura parziale dal 16 febbraio

Proseguono le verifiche sulla stabilità delle alberature dopo il crollo di domenica. Dai primi test emerge la possibilità di salvare parte dei pini, ma sono previsti anche abbattimenti selettivi. L’obiettivo è la riapertura del tratto lato via Corrado Ricci e la ripresa dei cantieri Pnrr e Caput Mundi in sicurezza.

Sono ripresi questa mattina in Campidoglio i lavori per affrontare l’emergenza legata alla stabilità dei pini di via dei Fori Imperiali, ancora interdetta al traffico pedonale e veicolare su indicazione dei vigili del fuoco per motivi di sicurezza. Al centro del confronto il tavolo tecnico guidato dall’assessora all’Ambiente Sabrina Alfonsi e dal Direttore Generale di Roma Capitale Albino Ruberti, affiancati dalla task force del Dipartimento Tutela Ambientale e da un gruppo di esperti e professionisti del settore.

L’obiettivo dell’amministrazione è arrivare a una riapertura parziale della strada, a partire dal lato sinistro, quello verso largo Corrado Ricci, nella settimana del 16 febbraio. Una riapertura che consentirebbe la ripresa dei cantieri Pnrr e Caput Mundi e una progressiva restituzione dell’area alla fruizione pubblica, in condizioni di piena sicurezza.

Dai primi dati acquisiti, spiegano dal Campidoglio, emerge la possibilità di salvare parte delle alberature presenti lungo via dei Fori Imperiali. Sono stati infatti condivisi i risultati preliminari delle oltre 50 prove di trazione statica effettuate negli ultimi sopralluoghi, che in diversi casi hanno restituito esiti compatibili con condizioni di stabilità. Gli esemplari recuperabili verranno messi in sicurezza attraverso interventi di ancoraggio e consolidamento della zolla, previa verifica puntuale del sottosuolo e dell’apparato radicale con strumenti di ultima generazione.

Non tutte le analisi, però, hanno dato esito positivo. In alcuni casi, considerando l’età avanzata degli alberi, lo stato della zolla, la tenuta delle radici e le condizioni del terreno, potrebbe rendersi necessario procedere con abbattimenti selettivi già nelle prossime ore. Per ragioni di sicurezza, nella giornata di domani verrà abbattuto il pino immediatamente adiacente a quello schiantatosi domenica, risultato instabile e non idoneo al mantenimento dopo le prove di trazione.

Le attività di indagine proseguiranno per tutta la prossima settimana, anche per recuperare le verifiche rinviate a causa delle piogge, con l’impiego di cinque squadre operative. È inoltre previsto l’utilizzo di ulteriori strumenti di analisi del sottosuolo, come il georadar e l’air spade, per individuare eventuali criticità legate alla presenza di cavità o a danneggiamenti dell’apparato radicale dovuti ai numerosi interventi stratificatisi nel corso dei decenni.

Le prime elaborazioni dei dati dinamici sono attese nei prossimi giorni, mentre il quadro complessivo verrà affinato progressivamente. In parallelo, è stato avviato un confronto tecnico sulla futura messa a dimora dei nuovi pini che sostituiranno quelli abbattuti, nel rispetto dei vincoli storici e archeologici dell’area. La scelta delle nuove piante, delle età e delle modalità di impianto sarà condivisa tra amministrazione ed esperti, con l’obiettivo di garantire soluzioni durature e coerenti con il contesto dei Fori Imperiali.

Intanto i tre pini crollati a distanza di poche settimane ai Fori, con l’ultimo che ha causato il ferimento lieve di tre persone, sono oggetto dell’indagine della Procura di Roma, per cui gia’ era stato predisposto un fascicolo, sulla caduta di alberi e rami nella Capitale. Il sostituto procuratore Mario Dovinola ha avviato una nuova inchiesta sugli episodi recenti, avvenuti a seguito di diverse ondate di maltempo, per esperire le cause dei crolli. Le indagini andranno integrare il fascicolo gia’ aperto, a carico di ignoti, e in cui si procede per lesioni colpose.

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