Ogni anno, il 20 maggio, il mondo si ferma a ricordare quanto le api siano essenziali. La Giornata mondiale, istituita dall’Onu nel 2018, arriva quest’anno alla sua nona edizione con uno slogan che guarda al futuro collettivo: “Siate uniti per le persone e per il pianeta”. Al centro c’è la relazione millenaria tra esseri umani e api mellifere, un legame che non è solo simbolico ma ha un peso economico misurabile: in Italia, grazie all’impollinazione, si generano fino a 2 miliardi di euro di valore nella filiera agroalimentare e un apporto ecosistemico stimato in 150 miliardi di euro.
L’ape italiana, la sottospecie Apis mellifera ligustica, originaria della penisola, insieme all’Apis mellifera Sicula, endemica della Sicilia, sono le principali impollinatrici del paese, presenti in ambienti rurali, urbani e naturali. Il censimento 2025 registra oltre 1,7 milioni di colonie, per un valore stimato di 500 milioni di euro: un patrimonio che colloca l’Italia ai vertici della classifica europea.
Quest’anno la Federazione Apicoltori Italiani, che festeggia anche i 73 anni dalla fondazione, ha scelto di dedicare la giornata agli oltre 77mila apicoltori e apicoltrici italiani. “È grazie al loro lavoro incessante che la nostra ape garantisce produttività e sostenibilità all’intera filiera agroalimentare”, ha sottolineato il presidente Fai Raffaele Cirone. Custodi silenziosi della biodiversità, spesso invisibili nei dibattiti pubblici sull’ambiente, sono loro a tenere in vita un sistema da cui dipende buona parte di ciò che finisce sulle nostre tavole.