Goletta Verde, allarme nel Lazio: sul Lago di Sabaudia tutti i campioni sono fortemente inquinati

Il bilancio 2026 di Legambiente fotografa una situazione critica per le acque italiane: un campione su tre supera i limiti di legge. Nel Lazio riflettori puntati sul Lago di Sabaudia, dove tre prelievi su tre sono risultati fortemente inquinati

È il Lago di Sabaudia, nel territorio pontino, uno dei casi più critici emersi dal bilancio 2026 di Goletta Verde e Goletta dei Laghi. I tre campioni prelevati da Legambiente sono infatti risultati tutti fortemente inquinati. Un dato che riaccende l’attenzione sulla qualità delle acque del Lazio e sulle condizioni dei nostri laghi.

Il caso di Sabaudia arriva all’interno di un quadro nazionale tutt’altro che rassicurante. Complessivamente Legambiente ha effettuato 391 campionamenti in 19 regioni: il 34% è risultato oltre i limiti di legge per l’inquinamento, vale a dire più di un campione su tre. Per i laghi, il 34% registrato nel 2026 rappresenta inoltre il dato peggiore degli ultimi sette anni.

Sabaudia, tre prelievi e tre bocciature

Sul Lago di Sabaudia Legambiente ha voluto lanciare un messaggio particolarmente forte, esponendo lo striscione “Che vergogna”. Tutti e tre i prelievi effettuati nel bacino sono stati classificati come fortemente inquinati.

Un risultato che mette in evidenza le difficoltà che interessano i bacini lacustri, sottoposti alla pressione degli scarichi e della mancata o insufficiente depurazione, ma anche agli effetti sempre più evidenti della crisi climatica.

La maladepurazione resta il problema

Secondo Legambiente, a pesare sulla qualità delle acque italiane è soprattutto la maladepurazione. I dati del ministero dell’Ambiente, ottenuti dall’associazione attraverso una richiesta di accesso civico nel luglio 2026, indicano ancora 514 agglomerati urbani con scarichi non conformi, per oltre 14 milioni di abitanti equivalenti.

Una situazione che riguarda anche le foci di fiumi, canali e torrenti. Dei 188 punti monitorati in prossimità delle foci, il 54% è risultato inquinato o fortemente inquinato.

E c’è anche un problema di informazione ai cittadini: nel 70% delle foci monitorate durante Goletta Verde non sono stati trovati cartelli che indicassero il divieto di balneazione.

Crisi climatica, laghi sempre più vulnerabili

All’inquinamento si aggiungono gli effetti della crisi climatica. Il Mediterraneo continua a registrare temperature elevate, mentre i laghi devono fare i conti con siccità e periodi prolungati di caldo.

Secondo Legambiente, negli ultimi sei anni la temperatura media della superficie del Mediterraneo tra maggio e settembre non è mai scesa sotto i 24 gradi.

Una pressione che interessa anche gli ecosistemi lacustri e che rende ancora più urgente intervenire sulla qualità delle acque e sulla gestione delle risorse idriche.

Legambiente: servono più controlli e investimenti

Per l’associazione ambientalista, i dati delle due campagne confermano la necessità di intervenire sulle cause dell’inquinamento, a partire dal sistema di depurazione.

Legambiente chiede maggiori risorse per rendere più efficienti gli impianti, completare il collegamento degli scarichi alla rete fognaria e contrastare gli sversamenti illegali nelle acque superficiali. Tra le richieste c’è anche un piano nazionale per la depurazione.

Sul fronte climatico, l’associazione sollecita inoltre risorse per attuare il Piano nazionale di adattamento ai cambiamenti climatici, insieme a interventi specifici per le coste e alla creazione di nuove aree protette marine e terrestri.

Per il Lazio, intanto, il dato di Sabaudia resta il più immediato campanello d’allarme: tre campioni su tre fortemente inquinati. Una fotografia che mette ancora una volta al centro la qualità delle acque e la necessità di intervenire sulla depurazione.

© StudioColosseo s.r.l. - studiocolosseo@pec.it
Il Sito è iscritto nel Registro della Stampa del Tribunale di Roma n.10/2014 del 13/02/2014