Greenpeace a Patanè: “Serve svolta per liberare Roma dal traffico”

Lo studio dell'associazione illustra la situazione critica della mobilità capitolina, con mezzo milione di persone senza neanche un metro di piste ciclabili a disposizione e una popolazione di 1,7 milioni di cittadini non ancora adeguatamente serviti da bus, tram, treni e metro.

(immagine di repertorio)

Una delegazione di Greenpeace Italia ha incontrato nel primo pomeriggio in piazza del Campidoglio a Roma l’assessore alla mobilità Eugenio Patanè per consegnare pubblicamente il rapporto ”L’insostenibile mobilità di Roma”, in cui l’associazione fa luce sulle criticità che affliggono gli spostamenti nella Capitale. Per l’occasione, un gruppo di volontarie e volontari di Greenpeace ha portato in piazza all’assessore Patanè una grande mappa delle 155 zone urbanistiche di Roma analizzate nello studio.

La richiesta alla nuova amministrazione è di intervenire da subito per rendere la mobilità romana più sostenibile per la cittadinanza e per l’ambiente, garantendo migliori servizi nei quartieri più periferici di Roma e colmando il divario con il centro della città. Durante l’incontro pubblico, i volontari di Greenpeace hanno aperto due striscioni con le scritte ‘Roma città aperta a traffico e smog? No grazie!’ e ‘Roma per le persone non per le auto’. ”Ripensare la mobilità di Roma è una delle principali sfide che la neonata amministrazione del sindaco Gualtieri deve affrontare. Servono interventi urgenti per decongestionare la città dal traffico privato, fornendo alternative con minore impatto ambientale e più accessibilità per le persone”, afferma Federico Spadini, campagna trasporti di Greenpeace Italia. ”Con l’incontro di oggi speriamo di aver avviato un dialogo con l’amministrazione capitolina, ma ci aspettiamo di incontrare presto anche il sindaco e di vedere da subito in atto misure per ripensare la mobilità della Capitale”.

Lo studio di Greenpeace illustra nel dettaglio la situazione critica della mobilità capitolina, con mezzo milione di persone senza neanche un metro di piste ciclabili a disposizione e una popolazione di 1,7 milioni di cittadini non ancora adeguatamente serviti da bus, tram, treni e metro.

Dall’analisi emerge anche che oltre 2 milioni di cittadini non hanno servizi adeguati di mobilità condivisa, soprattutto nei quartieri più periferici. ”Il quartiere di Torre Angela è un caso emblematico -continua Spadini – è la zona più popolosa di Roma, con 87mila abitanti un numero superiore a quello di molte piccole città italiane, ma non esistono infrastrutture per la mobilità ciclabile e non arriva nessuno dei servizi di sharing. Quasi 90mila persone a cui viene tagliata completamente la possibilità di muoversi in maniera sostenibile”.

”Sono dati interessanti, studierò il rapporto”, afferma Patanè. ”Quello che scrivono sullo sharing è condivisibile, uno sharing concentrato soltanto nelle zone centrali non ci aiuta, noi dobbiamo avere uno sharing diffuso su tutto il territorio per dargli una funzione trasportistica dell’ultimo miglio, cioè la possibilità di far accedere in breve tempo alle stazioni delle metro o delle ferrovie i cittadini che sono segregati in quartieri insularizzati, che non hanno un collegamento veloce e diretto con metropolitane. Uno sharing con funzione di ultimo miglio diffuso su tutto il territorio ci aiuterebbe molto”. Greenpeace chiede alla nuova amministrazione una serie di interventi da attuare subito: potenziare i servizi di trasporto pubblico con veicoli nuovi ed elettrici, ampliare e mettere in sicurezza la rete ciclabile cittadina, promuovere servizi di sharing pubblici accessibili in tutte le zone della città e intervenire per ridurre il numero dei veicoli privati in circolazione, a cominciare dalla conferma del divieto di circolazione di tutti i veicoli diesel nel centro città entro il 2024.

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