Il fiume Tevere, un destino tra tra immondizia e attracchi fatiscenti?

Santori, "Soldi del Pnrr per rilanciare il fiume per il turismo"

I lucchetti, immancabili, costellano ponte Sant’Angelo e la scalinata per raggiungere la banchina del Tevere e l’attracco dei battelli che fanno su e giu’ con turisti e gite scolastiche, incorniciando il verde immutato e immutabile delle acque del fiume “biondo”. Acque che “sarebbero anche trasparenti”, racconta Alessio Fontana, della cooperativa Gite sul Tevere, a una platea di ragazzi e ragazze qui per iniziativa delle insegnanti.

“Il colore scuro e’ dato dalla melma stratificata sui fondali”. Lungo il tragitto germani reali e timide gabbianelle, mentre nutrie e pantegane oggi non si fanno avvistare. Nell’acqua affiora prima un monopattino, poi due, poi tre. Poi ancora una bicicletta di quelle in sharing. A giudicare dallo stato di decomposizione e’ li’ da molto tempo, proprio sotto a Castel Sant’Angelo e al suo oceano di turisti che hanno ripreso a popolare una Roma assolatissima e infuocata. “Siamo qui per far notare le grandi opportunita’ che Roma puo’ offrire ma che vengono lasciate all’abbandono”, affonda Fabrizio Santori, vice presidente della commissione Roma Capitale e consigliere capitolino della Lega. Ha organizzato un viaggio su un battello con la stampa per “testimoniare le meraviglie di Roma vista dal basso, dal Tevere”. Al posto delle quali, pero’, “oggi non c’e’ altro che vegetazione infestante e accampamenti abusivi”.

Dei destini del Tevere decide una pluralita’ di soggetti istituzionali.

“Serve una riforma di carattere normativo”, dice il consigliere leghista. “La banchina e’ di competenza della Regione, il fiume in parte della Citta’ metropolitana. Alcune competenze poi sono del Ministero dell’Ambiente. Insomma, tutti hanno un pezzetto e proprio per questo nessuno fa nulla. Nella riforma di Roma Capitale c’e’ l’opportunita’ di rilanciare la citta’ con l’autonomia, affinche’ accorpi a se’ tutte le competenze e si arrivi finalmente a delle risposte”, prosegue Santori. Il battello intanto continua il suo viaggio lento sul fiume. Sotto ponte Sant’Angelo alcune tende di un accampamento abusivo. Ce ne sono praticamente sotto a ogni ponte. In alcuni punti e’ troppo basso e non viene dragato. “Faccio appello per un rilancio in vista del giubileo, con i fondi del Pnrr anche in vista dell’Expo 2030”, conclude Santori.

“Una volta stavo facendo scendere un gruppo di turisti”, ricorda Alessio Fontana. “Tirando su la passerella mi sono trovato di fronte una pantegana grande, incredibilmente grande: le mancavano solo i tatuaggi e una catenina. Ho tirato su in tutta fretta la passerella e sono scappato, temendo che mi menasse”, ride. “Chi visita Roma la ama, ma in effetti in questi viaggi sul Tevere ci chiedono spesso il perche’ di tutto questo degrado”. “E’ frustrante perche’ abbiamo una grande possibilita’ di turismo alternativo che potremmo offrire: e’ qui, gia’ pronta, praticamente da quando Roma e’ stata fondata”, dice Stefano Donghi, direttore tecnico titolare di un’agenzia di viaggi e vice presidente Confapi Lazio Turismo. Come imprenditore, prosegue, “sto collaborando con una societa’ che gestisce imbarcazioni per i tour sul Tevere. Stiamo cercando di rilanciare questo prodotto. Spero che col Pnrr si riesca a dare giusto valore a questo fiume”.

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