Monopattini: Casco obbligatorio, la soluzione non è vicina

Il Comune lo vorrebbe, come fa Firenze. Ma gli operatori no. Probabile in aula del Campidoglio un atto di indirizzo per approvare un regolamento chiaro e condiviso.

Il Comune vorrebbe accelerare sulla nuova regolamentazione dei monopattini elettrici, dopo l’ultimo incidente sulla Colombo nel quale ha perso la vita un 48enne, se non fosse che l’iter potrebbe rivelarsi tortuoso non soltanto per il rischio di ricorsi da parte degli operatori della sharingmobility, ma anche per le diverse posizioni all’interno della maggioranza. Lo scrive il ‘’Corriere della Sera’’.

Giovanni Zannola, presidente dem della commissione Trasporti, ha ribadito con un post su Facebook l’importanza di «chiudere in fretta un lavoro rinviato per troppo tempo e che non ha trovato il giusto spazio nella passata amministrazione». Il suo obiettivo è portare in aula, entro questo mese, un atto di indirizzo per approvare poi a febbraio un regolamento «chiaro e condiviso».

Tra le misure che si vorrebbero adottare l’obbligo di indossare il casco, il divieto di circolazione nelle strade a grande percorrenza, la possibilità di parcheggiare soltanto in stalli dedicati nelle zone di pregio come il centro storico.

E però, l’assessore capitolino alla Mobilità, Eugenio Patanè, si è espresso in termini meno perentori: «Se si assegna ai monopattini una vera funzione di mezzo per l’ultimo miglio, si possono evitare misure di sicurezza che metterebbero in difficoltà anche gli operatori». Il nodo del problema ruota intorno all’impatto che la svolta rigorista potrebbe avere su uno dei cardini della mobilità dolce (a Roma si contano oltre 12 mila monopattini elettrici a noleggio) disincentivando sia gli investimenti dei big del settore, sia l’utilizzo da parte dei cittadini.

Altro aspetto controverso: i contratti attuali non prevedono per gli operatori l’obbligo di fornire i caschi che, oltre a rappresentare un extra costo, sollevano anche difficoltà logistiche (i mezzi non sono dotati di vani dove riporre le protezioni).

Il primo a introdurre l’obbligo del casco per i velocipedi green, in vigore da mercoledì, è stato il Comune di Firenze. Dopo che l’ordinanza firmata dal sindaco, Dario Nardella, è stata impugnata al Tar da uno degli operatori (il giudice, in attesa della decisone nel merito il prossimo 6 aprile, non ha decretato la sospensiva ritenendo la sicurezza «sovraordinata» agli interessi economici), ne è stata emanata un’altra, lo scorso 28 agosto, dal capo della Direzione mobilità. Il nuovo provvedimento supera il precedente, ritenuto illegittimo dai ricorrenti perché in contrasto con il Codice della strada, ribadendo al contrario che in base alla normativa nazionale l’ente locale proprietario della strada «può stabilire obblighi, divieti e limitazioni di carattere temporaneo o permanente per ciascuna strada o tratto di essa o per determinate categorie di utenti, in relazione alle esigenze della circolazione o alle caratteristiche strutturali delle strade».

Nel frattempo, Palazzo Vecchio ha stanziato 50mila euro per i residenti, proprietari di un monopattino o di un abbonamento per il noleggio, che riceveranno un contributo di 30 euro per l’acquisto del casco.

Gli operatori, però, storcono il naso di fronte all’ipotesi che Roma si allinei. «La nuova legge sull’utilizzo della micro mobilità – sottolineano al ‘’Corriere della Sera’’ da Helbiz – prevede l’obbligo solo per la fascia 14-18 armi, mentre per i maggiorenni il casco è consigliato. Abbiamo già ridotto la velocità da 25 a 20 chilometri orari e i nuovi modelli in arrivo a luglio avranno le frecce. Nel frattempo, il Comune si è impegnato ad aumentare gli stalli, a Parigi sono centomila, e a migliorare le piste ciclabili».

Posizione condivisa da Lime: «I veri cambiamenti nella sicurezza devono essere sul mezzo stesso, ad esempio con l’introduzione dei mitigatori di direzione, e nell’implementazione delle corsie dedicate».

 

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