Roma, l’allarme di Greenpeace: mobilità è insostenibile

Gli interventi proposti dall'associazione, "da attuare subito", riguardano il potenziamento dei servizi di trasporto pubblico, l'ampliamento della rete ciclabile cittadina, la promozione dei servizi di sharing pubblici e la riduzione del numero dei veicoli privati in circolazione

“La mobilità di Roma è insostenibile. Il nuovo sindaco colmi il divario con le periferie”. Questo in sintesi il messaggio che arriva dal nuovo studio ‘L’insostenibile mobilità di Roma’ di Greenpeace Italia in vista della sfida al ballottaggio tra i candidati sindaco della Capitale, Roberto Gualtieri e Enrico Michetti. Il quadro è “desolante”, spiega Greenpeace: “mezzo milione di persone senza neanche un metro di piste ciclabili, oltre 2 milioni di cittadini senza servizi adeguati di mobilità condivisa, e una popolazione di 1,7 milioni di cittadini non adeguatamente serviti da bus, tram, treni e metro”, senza contare che “con 911 veicoli ogni 1000 abitanti, Roma è la città più congestionata d’Italia e quella dove si sprecano più ore nel traffico, 166 ore nel 2019 e, nonostante la pandemia, 66 nel 2020”.

Il rapporto – osserva Greenpeace – “batte a tappeto le 155 zone urbanistiche della Capitale evidenziando le criticità della mobilità e propone alla futura amministrazione 10 punti su cui è prioritario intervenire”.Il bilancio ha come “risultato principale la forte disomogeneità tra le zone di Roma, dove chi vive nei quartieri più centrali gode di servizi di mobilità notevolmente più sostenibili rispetto a chi vive nei quartieri popolosi della periferia, abbandonati dal trasporto pubblico e senza alternative di mobilità condivisa. Lo studio rivela anche la presenza di chilometri di piste ciclabili pericolose e frammentate. Queste carenze infrastrutturali non fanno che favorire una mobilità prevalentemente privata. In vetta alla classifica generale c’è l’Esquilino, che risulta la zona con la migliore mobilità in città, sebbene sia ben lontana dall’essere un quartiere ideale. Un esempio significativo è quello di Torre Angela, incastonata nel densissimo Municipio V, la più popolosa tra le zone urbanistiche romane, con oltre 87mila abitanti tagliati completamente fuori da qualsiasi forma di sharing e di mobilità dolce”.

“Le criticità della mobilità romana non sono una novità, ma ora abbiamo gli elementi per capire cosa è necessario fare – dichiara Federico Spadini, campagna trasporti di Greenpeace Italia – le misure più urgenti per migliorare i servizi esistenti devono essere accompagnate da interventi per renderli accessibili a tutta la cittadinanza, soprattutto a chi vive in periferia. Al futuro sindaco di Roma chiediamo di mettere al centro del suo mandato le politiche, gli interventi e gli investimenti che regolano la mobilità capitolina. Le soluzioni ci sono, si tratta di operare scelte politiche coraggiose”.

Gli interventi proposti dall’associazione, “da attuare subito”, riguardano il potenziamento dei servizi di trasporto pubblico, con veicoli nuovi ed elettrici, l’ampliamento e la messa in sicurezza della rete ciclabile cittadina, la promozione dei servizi di sharing pubblici accessibili in tutte le zone della città e la riduzione del numero dei veicoli privati in circolazione, cominciando dalla conferma del bando di tutti i veicoli diesel nel centro città entro il 2024.

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