Roma-Lido, è possibile utilizzare i treni della metro per rinforzare il servizio?

Odissea Quotidiana risponde a un interrogativo interessante sul grande tema dell’assenza di treni dalla Roma-Lido

L’ufficialità è arrivata qualche giorno fa ed è piombato come un fulmine a ciel sereno per migliaia di pendolari. Da oggi, 11 novembre, il servizio della Roma-Lido verrà effettuato solo nella tratta compresa tra Eur Magliana e Ostia Centro, una riduzione di fermate resa necessaria dalla penuria di treni e dall’esigenza di garantire una certa frequenza dei convogli. Sono previste, a tal proposito, circa cento corse al giorno per una frequenza di circa 22 minuti, con la possibilità di effettuare 18 corse straordinarie nelle ore di punta. Treni e infrastruttura permettendo. Così, nell’incertezza generale su cosa avverrà a partire da oggi, è utile immaginare proposte o suggestioni per evitare il caos e il collasso del servizio. Una di queste riguarda la possibilità – o meno – di utilizzare i treni attualmente attivi sulla metropolitana per la ferrovia che collega Roma con Ostia. Ha provato a rispondere a questo interrogativo Odissea Quotidiana, il collettivo che monitora la situazione del trasporto pubblico romano e laziale. “Il ragionamento in linea teorica sarebbe possibile, dato che i treni della Lido provengono dalle linee metro – spiegano – purtroppo, però la risposta è negativa, o meglio sarebbe positiva se avessimo un orizzonte di tempo più lungo, ma nel breve tempo non è percorribile, dato che per adattare un treno della metro alla disgraziata linea, occorrono pesanti lavorazioni”.

Sul tipo di lavorazioni, poi, il collettivo entra più nello specifico.

“È necessario, infatti, adattare la sagoma dei treni alla configurazione della linea, la Roma-Lido è di tipo ferroviario, ovvero ha bisogno di treni più alti e più lunghi, per cui al momento ci sarebbe un profondo dislivello tra treno e banchina ma soprattutto il pantografo non toccherebbe la linea aerea e, non fornendo elettricità al treno, lo renderebbe ovviamente inutile. Questo tipo di lavorazioni, oltre a essere lunghe, non garantiscono sempre un risultato efficiente, per fare un esempio: i carrelli di una metropolitana che fa fermate continue sono sollecitati in maniera diversa di quelli che hanno lunghi periodi di accelerazioni”. Concludendo che, purtroppo, l’unica speranza al momento è che i treni in revisione secondo le indicazioni dell’Anfisa – l’Agenzia nazionale per la sicurezza delle ferrovie e delle infrastrutture stradali e autostradali – tornino a disposizione il prima possibile.

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