Adulti insofferenti contro “rumore” asilo nido: CHIUSO

Succede a Milano ma è lo specchio di un'Italia sempre più vecchia, arida, egoista e smemorata. Altra spiegazione al calo nascite

L’Asilo Nido e la Scuola d’Infanzia Locomotiva di Momo sono fonte di un tale rumore che gli abitanti del Condominio di v. Anfossi 36 (Milano) ne chiedono l’immediata chiusura.                            Le voci, le canzoncine e i giochi dei bambini che frequentano il Momo feriscono le orecchie dei residenti, durante le ore della giornata.

E si, perchè gli asili hanno la pessima e storica disposizione a stare aperti dalla mattina al pomeriggio (circa 5 ore/giorno), quindi durante l’orario di lavoro di chiunque svolga una qualsiasi attività. Inoltre, sempre gli asili, si svuotano completamente prima del calar del sole quando i pargoli vengono “ritirati”. Sera e notte i locali sono totalmente VUOTI, BUI e MUTI. Il riposo del vicinato, così, non corre pericolo alcuno.

Nonostante tutte queste normali e logiche premesse ai residenti non va proprio giù la presenza di quei 100 piccolissimi esseri dotati di voce e allegria. E poi quei 24 operatori che li incitano al disegno, al girotondo, al gioco e persino (in questo periodo) ai brevissimi canti natalizi! Degli autentici istigatori alla trasgressione…nel frattempo l’ARPA (agenzia regionale per la protezione dell’ambiente) chiamata a rilevare il gran fracasso ha decretato la perfetta regolarità dei decibel!

Ricordiamo per dovere di cronaca che gli asili nido ospitano creature dai 3 ai 36 mesi con sezioni che le accolgono fino all’età delle elementari, cioè sei anni. Insomma queste 100 piccole anime riescono in pieno giorno a dare più fastidio di una discoteca, di una pizzeria aperta h 24 o di un bar/happy hour aperto fino alle 3 del mattino!

Evidenziamo inoltre che è compito fondamentale dello Stato (Italiano), degli Enti Locali e delle Regioni garantire “ospitalità” ai bimbi per supportare e consentire ai genitori di ANDARE A LAVORARE.

Ad ogni inizio dell’anno scolastico (settembre) l’Italia intera si piazza agli ultimi posti nelle classifiche europee per disponibilità di spazi e di posti negli asili. La corsa per allocare il bebè è dura e difficile, tanto che molte famiglie partano con mesi e mesi di rincorsa. Ciò constatato,  appare  più che logico (?) che la Corte d’Appello di Milano confermi il giudizio di primo grado che dà ragione ai residenti di quella casba che dev’essere via Anfossi. Asilo chiuso, TUTTI a casa loro.

Le ipotesi sono tre: o tutti gli abitanti del condominio NON lavorano durante il giorno, quindi stanno tappati in casa a riposare (??), o soffrono TUTTI di patologie dolorose e invalidanti delle orecchie, oppure sono vittime dell’acredine e dell’inciviltà più profonda. A tanto sono arrivati quei milanesi da giudicare RUMORE e FASTIDIO anche il più piccolo segno di vita! Loro, evidentemente, non sono mai stati bambini, non hanno avuto nè figli nè nipotini e nemmeno sanno cosa voglia dire giocare, imparare e crescere.   La Locomotiva di Momo, nido e scuola materna privata è quasi un’istituzione storica della Città e più volte premiata per il suo valore.

Gli aridi “anfossiani” sono, però e purtroppo, lo specchio di un decadimento sociale che tocca tutta la nostra comunità, intenta a deformare rapidamente il concetto di libertà sia individuale che collettiva. I bambini, le famiglie, i 24 operatori e la coscienza civile ora aspettano il verdetto finale della Cassazione. E il giudizio della Cassazione segnerà l’effettiva deriva fra il logico e l’illogico. Fra il giusto e l’ingiusto.

Per finire consigliamo ai condomini di Anfossi 36 di rileggersi un libro, per bambini “Il gigante egoista” di Oscar Wilde. In realtà pare un racconto per i piccoli, ma la MORALE è molto ma molto illuminante  per i troppi adulti ormai “prepotenti e cattivi”.

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