Chirurgia robotica made in China arriva al Policlinico di Milano

A fornire il robot chirurgico multi-porta è stata Edge Medical, azienda con sede a Shenzhen che vanta una consolidata esperienza nell'innovazione della robotica chirurgica

Il Policlinico di Milano si arricchisce di due nuovi sistemi di chirurgia robotica di ultima generazione, provenienti dalla Cina, destinati a essere progressivamente integrati nella pratica clinica dell’ospedale. Non si tratta soltanto di un aggiornamento tecnologico, ma di un vero e proprio segnale: un nuovo modello di cooperazione industriale e scientifica tra Italia e Cina nel delicato settore delle apparecchiature medicali.

A fornire il robot chirurgico multi-porta è stata Edge Medical, azienda con sede a Shenzhen che vanta una consolidata esperienza nell’innovazione della robotica chirurgica e che produce diversi modelli di queste piattaforme. Un responsabile dell’azienda ha raccontato a Xinhua che il sistema è dotato di funzionalità avanzate, tra cui una visione ad alta qualità e la fluorescenza intraoperatoria, capace di rendere visibili dettagli anatomici altrimenti difficili da individuare con la sola luce bianca.

Luigi Boni, direttore della Chirurgia Generale e Mininvasiva del Policlinico, ha illustrato come le nuove piattaforme verranno impiegate progressivamente in diversi reparti: chirurgia addominale, urologia, ginecologia, chirurgia toracica e chirurgia epatica. “Il loro arrivo consentirà innanzitutto di ampliare la capacità operativa dell’ospedale”, ha spiegato, sottolineando come la disponibilità di più piattaforme permetta di programmare un numero maggiore di interventi robotici, ridurre i tempi di attesa e rendere questa tecnologia accessibile a un numero più ampio di pazienti.

Ma cosa significa, in concreto, operare con un robot chirurgico? Si tratta di uno strumento di supporto che consente al chirurgo di eseguire procedure mini-invasive con un controllo estremamente elevato dei movimenti e della visione. Durante l’intervento, il sistema traduce i gesti delle mani del chirurgo in movimenti estremamente precisi degli strumenti, introdotti nel corpo del paziente attraverso piccole incisioni: questo consente di operare in spazi ristretti, con maggiore stabilità e con la possibilità di modulare il gesto chirurgico in modo molto accurato. A ciò si aggiunge la visione tridimensionale ad alta definizione del campo operatorio, ulteriormente arricchita dalla tecnologia a fluorescenza.

La chirurgia robotica sta attraversando una fase di profonda evoluzione a livello globale, con l’emergere di nuovi produttori – come Edge Medical – che investono in ricerca, sviluppo e ingegneria avanzata, attirando sempre più l’attenzione del mercato europeo.

Matteo Stocco, direttore generale del Policlinico di Milano, ha spiegato le ragioni dell’interesse dell’ospedale verso i prodotti robotici cinesi: “La rapidità con cui alcune aziende cinesi riescono a trasformare un progetto in una tecnologia concreta è certamente significativa. In un settore nel quale l’innovazione procede rapidamente, questa capacità rappresenta un elemento di grande interesse”. Stocco ha precisato che l’introduzione dei sistemi robotici cinesi si inserisce in un rapporto di mutua collaborazione, ma ha anche ricordato che il livello tecnologico non è l’unico criterio di valutazione: prima di adottare una piattaforma è necessario verificarne sicurezza, affidabilità, efficacia clinica, semplicità d’uso, qualità della manutenzione e presenza di adeguati programmi di formazione.

Forte delle proprie competenze nel campo dell’innovazione e dei servizi integrati, Edge Medical sta del resto accelerando la propria espansione internazionale, avendo già avviato rapporti di cooperazione con diversi ospedali pubblici europei. Secondo il responsabile dell’azienda, l’obiettivo è continuare a rafforzare la collaborazione con le principali istituzioni mediche mondiali, trasformando la tecnologia in un ponte per portare nel mondo un numero crescente di soluzioni cinesi di alta qualità.

L’adozione di questi robot chirurgici da parte del Policlinico di Milano rappresenta dunque un risultato concreto della collaborazione tra Cina e Italia nel campo delle apparecchiature mediche – una collaborazione che, secondo quanto emerso, potrà svilupparsi ulteriormente nei prossimi anni nell’ambito della telechirurgia, dell’integrazione digitale, delle tecnologie basate sull’intelligenza artificiale, nonché della formazione e degli scambi clinici tra i due Paesi.

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