Quando il morbillo diventa emergenza generale

Latenti, per ora, alcune malattie infantili se ne riaffacciano altre favorite dalla cattiva o inesistente prevenzione. E il morbillo ora fa paura

(immagine di repertorio)

Tanto tempo fa erano definite le malattie dei bambini: varicella, pertosse, rosolia, parotite e morbillo. Passavano da uno all’altro tra i banchi di scuola, le festine o i giochi. Per qualche bambino erano grandi sussulti del termometro, letto garantito, scuola negata e, in caso di malattia esantematica, divieto assoluto a grattarsi “sennò restano le cicatrici”. Per altri invece le cose andavano per le lunghe con strascichi anche pericolosi (es. insufficienza respiratoria).

Poi, grazie alla ricerca, sono arrivati i vaccini (mono,bi,trivalenti) e i casi sono progressivamente diminuiti fin quasi a diventare rari. Su tutte ricordiamo la scarlattina che, al momento, ha interrotto il suo circuito di proliferazione.
Ora queste malattie stanno ricomparendo alla grande riempiendo le pagine dei giornali e svuotando le aule. Ma cos’è successo? Sicuramente il turismo esasperato ci porta a contatto con paesi e popolazioni con patologie attive e/o cui non siamo sempre preparati.
L’attenzione in questi giorni è assorbita dall’improvviso aumento dei casi di morbillo in Italia e Romania. Per l’OMS c’è il rischio di epidemia, il CNR chiede che le vaccinazioni siano d’obbligo e l’ISS paventa lo spettro del ritorno anche per la polio e la difterite.
Per questi Organi la causa principale è la netta diminuzione della profilassi preventiva (vaccinazione). La suggestione di possibili gravi effetti negativi dell’inoculazione (poi smentita) ha fatto propendere molte famiglie per la NON PROFILASSI.
Per stoppare la “migrazione” di una di queste malattie si deve raggiungere il 95% dei soggetti vaccinati. Il Lazio, purtroppo, si sta pericolosamente allontanando da questa percentuale. Ma la preoccupazione più grande nasce dal fatto che si stanno moltiplicando i ricoveri da morbillo e relative conseguenze. Il che vuol dire che la malattia è particolarmente aggressiva e il nostro fisico particolarmente poco combattivo.
I bambini e gli adolescenti possono essere messi al sicuro garantendo loro le vaccinazioni d’obbligo. E noi adulti, colpibili comunque, cosa dobbiamo/possiamo fare? A volte ricordiamo con chiarezza di aver fatto questa o quella malattia o di essere stati vaccinati. Ma se tutto si perde nella notte dei tempi e non abbiamo qualcuno che ci fa da memoria storica che succede? Niente paura. Basta un esame del sangue, mirato, per vedere se si è più o meno immuni alla malattia. Se non c’è immunizzazione vuol dire che il morbillo (o chi per esso) non l’abbiamo fatto.
Allora dobbiamo riscoprire, per forza, una  parte bambina che è in noi e ci facciamo vaccinare. Tranquilli e sereni. Per premio e per essere stati bravi, poi, non avremo la classica e antica caramella, ma potremo scegliere da soli la nostra “gratificazione”.

Scherzi a parte: stiamo attenti ai nostri figli ma curiamo bene anche noi stessi. Per la salute nostra, della famiglia e della comunità tutta.

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