Roma/rifiuti: emergenza salute, disinfettarsi dopo aver aperto i cassonetti

Il consiglio da parte del segretario dei medici di base che mette in guardia dai rischi di infezione per la putrefazione della spazzatura a causa della temperatura rovente

Il quartiere Tuscolano (giugno 2021)

Usa parole dure Pier Luigi Bartoletti, segretario provinciale della Fimmg, la Federazione italiana medici di medicina generale, nel commentare a “Il Messaggero” la situazione dei rifiuti e l’emergenza ormai conclamata.

“Nella seconda estate scandita dal Covid – rileva –  ci troviamo esattamente come allora: sembra il gioco dell’oca ma stavolta la situazione è seria e molto più grave. Abbiamo gli hub vaccinali che vogliamo fare gli hub dell’immondizia per strada?”. Secondo Bartoletti non tanto per la mole dell’immondizia che giace sulle strade, “se non sai dove smaltirla è chiaro che non puoi raccoglierla, quanto più per i rischi igienico-sanitari che queste montagne producono in un contesto dove il virus, che ha costretto migliaia di cittadini a fare i conti con la malattia e il dolore, ancora non è sparito. Con queste temperature roventi l’immondizia va in putrefazione più velocemente, solo gli sciocchi non lo capiscono e questo innesca tutta una serie di problemi: dagli animali che portano malattie e che si nutrono degli scarti all’insalubrità dell’aria che respiriamo”.

C’è dunque una nuova emergenza sanitaria alle porte? “Ci siamo. Non c’è quartiere dove i residenti possono passeggiare tranquilli senza tenere ancora sui volti le mascherine, pur con il divieto di toglierle all’esterno decaduto ieri per volontà del ministero della Salute. A Tor Pignattara fotografare alcune strade significa cattura l’immagine di una città da terzo mondo: non c’è alcuna differenza ed è assurdo”.

In alcune zone i residenti esasperati hanno anche iniziato a incendiare i cassonetti, tecnicamente quali rischi corriamo chiede ‘Il Messaggero?’. “Chi oggi apre il cassonetto per liberarsi dell’immondizia – risponde Bartoletti –  è poi costretto a disinfettarsi benissimo le mani perché la carica batteriologica è elevata e non si sa cosa si può prendere. Non è solo più e soltanto una questione di cattivo odore: gli animali hanno iniziato a infestare i cumuli non raccolti a tal punto che si parla di sciami di blatte, oltre a vermi, topi e gabbiani. E poi non si può sa pere con precisione cosa rilasciano le sostanze volatili dell’immondizia putrefatta in questo periodo. Le denunce dei residenti in queste ore aumentano, le malattie più comuni sono ad esempio la salmonellosi ma è difficile sopportare questo immobilismo, una situazione che si protrae ormai da due anni senza che si riesca a trovare una soluzione”.

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